Testosterone e prostata: tutto quello che devi sapere

Testosterone e prostata: cosa bisogna sapere in merito? Quando si chiama in causa la sopra citata ghiandola, è bene ricordare che la sua crescita e la sua funzionalità dipendono fortemente dagli ormoni sessuali, testosterone in particolare. In questo caso specifico, è doveroso ricordare anche il ruolo importantissimo del diidrotestosterone. Di cosa si tratta? Di un metabolita del testosterone che proprio dalla prostata viene sintetizzato.

Man mano che l’età dell’uomo avanza, sono sempre più comuni le situazioni problematiche a carico della ghiandola prostatica. Tra le più frequenti troviamo il suo aumento a livello dimensionale, circostanza che può provocare forti disturbi durante la minzione, ma anche l’infiammazione. In questo frangente, si può avere a che fare con episodi di dolore a livello sovrapubico, ma anche in corrispondenza della coscia (per favorire un ritorno alla normalità nella situazione appena descritta, si può ricorrere a integratori mirati come Urotrin).

Da non dimenticare sono infine le circostanze in cui la prostata è interessata dall’insorgenza di tumori maligni o benigni.

Ipertrofia prostatica benigna e diidrotestosterone: tutte le informazioni

Nel momento in cui si entra nel vivo del complesso rapporto tra testosterone – per essere precisi, chiameremo in causa il suo metabolita diidrotestosterone – e prostata, non si può non soffermarsi sul caso dell’ipertrofia prostatica benigna.

Le cause della sua insorgenza, oggi come oggi, non sono pienamente note alla scienza. Tra i fattori che potrebbero avere un’influenza importante rientrano ovviamente quelli ormonali. Da non trascurare è anche l’aspetto emodinamico. Per quanto riguarda quest’ultimo, è cruciale fare presente che, man mano che si va avanti con l’età, il rischio è quello di avere a che fare con un forte aumento della pressione idrostatica locale e, di conseguenza, con un incremento della concentrazione di testosterone.

Secondo alcune delle teorie scientifiche che hanno approfondito le cause dell’ipertrofia prostatica benigna, l’ormone sessuale maschile per eccellenza, o meglio il suo metabolita citato nelle righe precedenti, potrebbe essere il fatto scatenante della proliferazione cellulare epiteliale della prostata, situazione che è alla base della sua ipertrofia benigna.

La considerazione sopra ricordata parte dal fatto che, in diverse circostanze, la somministrazione a pazienti con ipertrofia prostatica di inibitori dell’enzima 5α-reduttasi – coinvolto direttamente nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone – riesce a provocare una riduzione o addirittura la fine della proliferazione epiteliale e stromale a livello della prostata.

In ogni caso, è fondamentale rammentare che, alla base dell’ipertrofia prostatica, possono esserci anche fattori di natura ereditaria.

Salute della prostata: i consigli migliori

Gli aspetti appena elencati rappresentano un incentivo in più a prendersi cura della salute della prostata. Quali sono i migliori consigli degli esperti al proposito? Prima di tutto i controlli costanti. A partire dai 50 anni – ma anche prima se si hanno casi in famiglia di problematiche a livello della prostata – è opportuno sottoporsi una volta all’anno a una visita urologica.

Fondamentale è anche l’attenzione all’alimentazione. Esistono infatti diversi cibi che possono rivelarsi dannosi per la salute del tratto urinario, in particolare per quello basso. Quali sono di preciso? Gli insaccati, gli alcolici, il caffè, i formaggi particolarmente ricchi di grassi.

Per prendersi cura al meglio della salute della prostata, a tavola bisognerebbe prediligere cibi caratterizzati da sostanze antiossidanti. Entrando nel vivo di questi ultimi troviamo le fonti di vitamina A – p.e. le carote e le albicocche – ma anche gli alimenti contenenti vitamina C. Un doveroso cenno deve essere dedicato alle fonti di licopene, in primis il pomodoro. Questo pigmento noto per la sua attività contro i radicali liberi è infatti il non plus ultra quando si parla di prevenzione dei tumori maligni a carico della ghiandola prostatica.

Spazio anche alle fonti di vitamina E, allo zinco, che possiamo trovare nelle noci, ma anche ai cibi e alle bevande fonti di manganese (p.e. il tè nero e le verdure a foglia verde).