Come proteggere un prodotto contro la contraffazione

Contraffazione e prodotto taroccato.
Questi sono solo alcuni degli spiacevoli termini che spesso si sentono citare in campo commerciale.
Per contraffazione si intende l’imitazione non autorizzata di un prodotto.

Ecco quindi che ogni produttore è bene si adegui a forme di tutela fini alla protezione del proprio lavoro.
In un mondo sempre più finto e costruito, l’Italia rimane uno stato molto attento a preservare il lavoro di artigiani e artisti vari.

Combattere la contraffazione: come muoversi

Gli ologrammi di sicurezza come quelli prodotti da Consol+, sono tra i rimedi anti-contraffazione più usati nel nostro stato. Non sono altro che piccole immagini, spesso sotto forma di adesivi, create con un laser. Possono rappresentare cifre, disegni o scritte.

L’aspetto è multicolor e il più conosciuto è quello che spesso notiamo all’apertura di un classico CD musicale. Questo piccolo simbolo, venendo prodotto da un’articolata stampante a colori, è impossibile da replicare.
Ecco il motivo per cui viene utilizzato come “sigillo” per garantire l’originalità di un prodotto.

Esistono altri metodi per ovviare alla problematica della falsificazione.
Uno tra i più importanti è il diffondere una giusta informazione.
Non sono da sottovalutare ad esempio, le differenze di qualità tra un prodotto originale ed uno contraffatto.

Vien da se arrivare alla conclusione che la guerra alla contraffazione non è solo una lotta contro l’illegalità, ma anche una lotta per la tutela del consumatore.
Per le sue tasche e soprattutto per la sua salute.

Tecniche molto diffuse per la lotta alla falsificazione sono anche:

  • Disegni in filigrana e calcografie: ovvero un leggero stampo che avviene nella fase della creazione della carta, che crea dei rilievi percettibili al tatto e visibili soprattutto in controluce. Molto usati nelle banconote.
  • Microtesti: come fa bene intendere il termine, parliamo di testi piccolissimi, leggibili prettamente utilizzando appositi macchinari. Vengono usati caratteri talmente piccoli che riprodurli risulta praticamente impossibile. Un esempio di microtesto lo abbiamo anche in questo caso, sulle banconote.
  • Etichette Void: sono apparentemente delle etichetti normali, ma che in fase di applicazione rilasciano sul prodotto una grana colorata. Una volta rimossa ed eventualmente riapplicata, questa etichetta lascia trasparire la scritta “Void”, che in inglese significa appunto…violato. Sono spesso visibili sulle confezioni dei medicinali.
  • Sigilli: Adesivi, ceralacche o altri simboli utilizzati come marchio di garanzia. Spesso giovano dei microtesti, indicati prima in elenco. Difficili da replicare e irrecuperabili una volta rotti o rimossi. Molto usati sulle bottiglie di vino.

In Italia esiste addirittura un sistema di tracciamento prodotti di nome Italcheck.
Con questa tecnologia tutti i prodotti paralleli, che oltraggiano la produzione Italiana, vengono facilmente identificati e segnalati.
Le aziende possono accreditarsi a questo sistema dopo imponenti controlli, ottenendo un QR code ed un IC-code per i prodotti che distribuiscono.
Questi codici possono essere facilmente analizzati dai clienti attraverso pc, cellulari o tablet.

Brevetti e Titolarità: regole e sanzioni

Quando ci si addentra nel mondo dei prodotti fake, non possiamo che fare riferimento Codice della proprietà industriale del 2005, con il quale si va a prestare attenzione a tutte quelle invenzioni che possono essere brevettabili.
Un brevetto non è altro che il diritto esclusivo, attribuito a una o più persone, di produrre e vendere un determinato prodotto.

Si possono brevettare: prodotti (nuovi, mai esistiti), processi di utilizzo (tecniche, procedimenti), alimenti/sostanze, scoperte scientifiche.
Il brevetto è consentito però solo se presenta i seguenti requisiti:
deve essere nuovo in modo assoluto, originale, ben descritto, lecito e riproducibile a livello industriale.

Una particolare distinzione però deve essere fatta tra il termine brevetto ed il termine titolarità. Quest’ultima infatti si differenzia dal termine che abbiamo affrontato prima per essere in parole molto semplici, uno stato di totale potere su un bene.
Quindi chi è titolare di una cosa è il proprietario del diritto di proprietà su quella cosa.

A tutela di chi richiede un brevetto, ma soprattutto con il fine di scoraggiare i falsificatori, esistono rigidi provvedimenti. Il titolare del brevetto può richiedere tramite sentenza, l’esclusione definitiva dal mercato dei prodotti contraffatti, un risarcimento economico e la pubblicazione della sentenza stessa.

Rispettare il lavoro e l’arte altrui, non è solo un fattore essenziale per ritrovarsi circondati da un commercio di qualità, è avere rispetto anche di se stessi, dei prodotti che mettiamo sulle nostre tavole, dei vestiti con cui ci copriamo.
Non da meno, il rispetto verso le leggi del proprio Stato, che allinea tutti i suoi provvedimenti, per offrirci un sistema di alto livello, combattendo l’illecito.

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