Novità sul “Codice Rosso”

Lo scorso fine Luglio è entrata in vigore la Legge 69/2019 denominata “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”.

Più generalmente abbreviata con la dicitura “Codice Rosso”, si tratta di un insieme di disposizioni di diritto penale sostanziale, che non solo ha cambiato la portata procedurale di alcune norme già esistenti, ma ha anche introdotto nel nostro codice penale 4 nuovi reati.

L’iter procedurale

I primi punti della legge concernono l’aspetto procedurale. Per alcuni reati infatti l’iter è stato velocizzato e snellito. Le novità fanno riferimento soprattutto a maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, per i quali è stata prevista anche un’adozione più repentina di possibili provvedimenti protettivi per le vittime.

All’interno della norma è previsto che la polizia giudiziaria, venuta a conoscenza del reato esperito, può informare anche oralmente nell’immediato il pubblico ministero. Quest’ultimo, laddove ci siano i presupposti di accusa per reati di violenza domestica o di genere, entro tre giorni dal reato, ha l’obbligo di convocare la persona lesa e/o chi ha sporto denuncia. Tale termine può subire proroga solo a fronte di determinati requisiti imprescindibili, come la tutela minorile o la riservatezza di un’indagine.

Tutti gli atti facenti parte della fase indagatoria vanno esperiti entro i termini stabiliti per legge dalla polizia giudiziaria, su delega del P.M.

Misure cautelari e misure preventive

Per quel che riguarda le misure cautelari è  cambiata la portata del divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dal soggetto offeso. Questo al fine di permettere il rispetto della persona  stessa: per tale ragione, in talune circostanze, è d’obbligo il controllo del rispetto della misura cautelare attraverso strumenti tecnici o mezzi innovativi come il braccialetto elettronico.

Le misure di prevenzione possono invece essere anche applicate anche in presenza di maltrattamenti in famiglia e verso i conviventi.

4 reati innovativi

La novità vera e propria tuttavia fa riferimento all’inserimento nel nostro codice penale di quattro nuovi reati. Essi sono:

  • il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (cd. revenge porn). Si tratta di una novità necessaria a seguito dello sviluppo dei nuovi mezzi tecnologici della società. In questo caso è prevista la reclusione da uno a sei anni nonché una sanzione pecuniaria che va da 5mila a 15mila euro. La pena non concerne solo coloro che divulgano il materiale ma anche chi lo riceve e lo utilizza per danneggiare o non l’immagine del soggetto interessato. Il reato scatta già solo per la mera ipotesi di assenza di consenso di divulgazione delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati. Scatta inoltre l’aggravante se tra chi compie il reato e chi lo subisce incorre (o incorreva in passato) una relazione affettiva, e se si utilizzano i normali strumenti informatici;
  • il reato di deformazione dell’aspetto della persona. Esso concerne tutte le lesioni permanenti al viso, o altra parte del corpo. La pena indicata è la reclusione da otto a 14 anni. Se dall’atto compiuto ne discende la morte della vittima, la pena è l’ergastolo;
  • il reato di costrizione o induzione al matrimonio. In tal caso è prevista la reclusione da uno a cinque anni. È prevista inoltre l’aggravante quando la vittima coinvolta è un minore (la questione delle spose bambine rientra a pieno nella nuova norma);
  • La violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. In questo caso la pena detentiva oscilla tra i sei mesi e i tre anni.

Le rispettive Sanzioni

Se cambiano i reati e la loro classica portata non può che cambiare anche la rispettiva sanzione. E così, per i delitti di maltrattamenti in famiglia si ha la reclusione da tre a sette anni, mentre prima l’intervallo di tempo era da due a sei anni.

Per lo stalking d’ora in poi sarà minimo un anno e massimo sei anni e mezzo, mentre fino a qualche mese fa si parlava di minimo sei mesi e massimo cinque anni. In caso di violenza sessuale se fino ad ora andava da cinque a dieci anni, ora si va da sei a dodici anni.

Possibili aggravanti

Accanto alle sanzioni cambiate, sono state introdotte anche nuove aggravanti, soprattutto in merito alla violenza sessuale.

In primis la vittima avrà la possibilità di denunciare l’accaduto entro un anno dall’episodio: per cui sono cambiati i termini per sporgere querela. Dopodiché potrà godere di nuove aggravanti, in particolare se lo stupro sia commesso ai danni di minore di età.

In tale ultimo caso, la pena ha subìto un aumento fino a un terzo nel caso in cui gli atti avvengono ai danni di minori di 14 anni, in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, pure solo promessa.

Infine, in caso di omicidio è stata aggiunta l’applicazione delle circostanze aggravanti, per cui rappresenta un valore aggiunto anche l’esistenza di relazioni personali.

Per tutte queste e molte altre novità chi opera nel settore giuridico ha dovuto aggiornarsi a riguardo. Rivolgendosi ad uno studio legale avvocato penalista a Roma andremo incontro a professionisti informati sulla portata delle nuove normative in vigore nel nostro ordinamento.

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