Fare il genitore, il mestiere più bello e complicato che esista

Anche alle soglie del terzo millennio, il “mestiere” più bello, e al tempo stesso complicato, al mondo è uno solo: fare il genitore. Soprattutto in un mondo come quello attuale, in cui educare i propri figli, esposti a fortissime sollecitazioni interne ed esterne al nucleo famigliare, è diventato molto più problematico rispetto a soli pochi anni fa.

La responsabilità di crescere nel modo migliore un figlio, è insita in qualsiasi genitore. E viene percepita prima ancora che venga dato alla luce, senza abbandonarti per il resto dell’esistenza. L’amore e l’affetto possono essere degli straordinari coadiuvanti nella corretta crescita del bambino, ma spesso non risultano risolutivi nel superare quegli ostacoli che, inevitabilmente, si frappongono nella relazione fra genitori e figli.

Diventare genitori: cosa non deve mancare al proprio figlio nei primi anni?

Mettere al mondo un figlio, non ci rende automaticamente genitori. Diventarlo a tutti gli effetti, infatti, implica dei doveri che non tutti, purtroppo, sviluppano adeguatamente. Il più importante e primordiale riguarda il soddisfacimento dei bisogni biologici e fisici del bambino, come l’igiene e la nutrizione. Il bambino, però, non è un organismo bio-meccanico, ma un individuo che regola le sue risposte e sviluppa la propria personalità mediante le modalità di cure somministrategli dai genitori. Ed ogni occasione anche all’apparenza basilare, come il nutrimento, deve trasformarsi in un’atmosfera calda di scambio e presenza attiva.

Un altro aspetto molto importante, poi, è insito nella capacità di saper cogliere, intercettare e leggere correttamente le richieste del bambino, cercando di fornire delle risposte accurate e stimolanti in modo da poter mantenere con lo stesso un rapporto vivo e aperto, ossia trasmettere il concetto che dei propri genitori si può fidare.

Tutto questo, inoltre, può portare dei benefici al bambino che prende contatto con alcune forme primordiali di autocontrollo, rendendosi conto anche dei propri limiti. L’educazione dopo i primi anni dalla nascita, però, resta il tallone d’Achille per diversi genitori. Se un tempo ai genitori bastava impartire delle direttive per farsi rispettare, magari alzando bruscamente la voce per sottolineare comportamenti indesiderati, oggi non è più così.

Crescita dei figli, l’esperienza più bella e complicata che esista

Spesso, purtroppo, mancano dei riferimenti. Alcuni vecchi e cari consigli come “copriti bene“, “non fare tardi” o “cerca di prendere dei buoni voti”, al giorno d’oggi vengono considerati senza senso. Ad aumentare la confusione, poi, è stata la perdita di ruoli definiti all’interno del nucleo famigliare.

Se un tempo il padre rappresentava un esempio di forza e stabilità, quella figura che provvedeva al soddisfacimento delle necessità economiche della famiglia, mentre la madre veniva vista come una figura calda e accogliente che gestiva le necessità materiali e domestiche del nucleo famigliare, oggi i ruoli sono mischiati o talvolta ribaltati. Un nuovo esempio di nucleo famigliare che va a cozzare con quello consolidato e storico, talvolta spiazzante per i genitori stessi.

Problemi, poi, che vengono ingigantiti qualora padre e madre non siano totalmente allineati nell’applicazione delle regole e nella scala gerarchica dei valori da trasmettere. Crescere un figlio, però, resta l’esperienza più impagabile e straordinaria che possa vivere un essere umano, anche se tremendamente complicata e, talvolta, snervante.

Un valido supporto nella crescita dei propri figli può essere fornito da qualificati professionisti, gli stessi che prestano la loro opera presso lo Studiolevele, che offre un servizio di consulenza educativa genitoriale in grado di accompagnare padri e madri nella crescita del proprio amato figlio. Un ambiente famigliare migliore, d’altronde, è un elemento indispensabile per la nostra tranquillità e quella dei figli. Ed è dovere di ciascuno renderlo il più armonioso e confortevole possibile, pur nelle mille difficoltà ed ostacoli che, inevitabilmente, si frappongono. Fare il genitore, quindi, è certamente il mestiere più difficile. Ma senz’alcun dubbio il più appagante.

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