Cosa succede se una carie non viene curata?

Per una corretta salute dentale occorre sempre fare prevenzione, in quanto potrebbero verificarsi dei danni permanenti difficili da trattare. Il primo consiglio, il più ovvio e banale che si può dare è senza dubbio quello di lavare i denti con costanza, dopo i pasti ed in particolar modo dopo aver ingerito alimenti zuccherati, poiché lo zucchero produce acido che corrode lo smalto e causa le fastidiose e antiestetiche carie.

Alleati nella pulizia quotidiana sono anche il filo interdentale ed il collutorio, da scegliere secondo i consigli del dentista. In realtà, anche il semplice spazzolino andrebbe comprato lasciandosi guidare dal parere di un esperto, come il Dentista Albano Laziale.

Ma se nonostante gli accorgimenti i denti dovessero cariarsi ugualmente, cosa fare? In questo caso, bisogna immediatamente recarsi da un dentista per trattare il problema. Una carie non curata, infatti, causa diverse problematiche da non sottovalutare, e più tempo passa prima di curarla, peggiori saranno i danni.

La carie nello stadio iniziale, non provocando dolore al dente, può essere un problema sottovalutato. Se si tiene sotto controllo la propria salute dentale costantemente, invece, può essere facilmente individuata da uno specialista che riesca a prendere in tempo le dovute contromisure per arginare il proliferarsi dei batteri nocivi.

I disturbi causati dalla carie

Nei primi stadi dello sviluppo della carie, è possibile agire con poca spesa. Inoltre, si riesce ad eliminare il problema prima che possa causare danni ben più gravi di quelli che si percepiscono a primo acchito (come un banale alito pesante ed ipersensibilità dentale).

Infatti, la carie, espandendosi con il passare del tempo, distrugge interamente il dente. Ad esempio, può causare un‘ infiammazione chiamata papillite, che colpisce la gengiva situata tra i due denti colpiti dalla carie. Oppure può provocare dolorose gengiviti croniche.

Un ulteriore disturbo causato dalla carie è la pulpite. Questo è il nome tecnico per definire l’infiammazione del nervo del dente. È un’infiammazione che colpisce la polpa dentaria, ovvero la parte più interna del dente. Questo disturbo causato dalla carie è molto doloroso, ed il fastidio viene accentuato da eccesso di caldo, eccesso di freddo o con la semplice masticazione.

Gli antidolorifici possono essere un aiuto blando, in quanto occorre il prima possibile rimuovere la causa del problema prima che possa degenerare formando un ascesso ed arrivando addirittura a distruggere la radice del dente. In questi casi spesso è poi necessario provvedere alla devitalizzazione o rimozione del dente.

Una carie non curata potrebbe inoltre causare la paradontite, cioè un’infiammazione dei tessuti parodontali, o parodonti. Questi sono tessuti che si trovano intorno al dente e che permettono al dente di rimanere attaccato al tessuto osseo. Se il disturbo non viene curato in tempo, il processo potrebbe diventare irreversibile fino a richiedere terapie che coinvolgono l’osso. Proprio per questo sarebbe maggiormente indicato agire direttamente sulla carie più che curare un disturbo già verificatosi.

Come agire in questi casi?

Come già detto, rivolgersi ad un professionista in questi casi è fondamentale. Infatti, i tessuti dentali non si rigenerano, non hanno la capacità di guarire in modo autonomo. Il dentista, nel trattamento della carie superficiale si limita a fare un’otturazione, cioè sigilla tutte le fessure create sui denti dai batteri della carie.

Questa semplice operazione, spesso anche poco dolorosa, non è sufficiente quando la carie non viene presa in tempo. Questo cosa significa? La carie, una volta raggiunta la dentina (uno dei tessuti duri del dente che si trova sotto lo smalto ed il cemento), va ad intaccare anche la polpa dentale, causando le patologie sopra descritte e per le quali non basta una semplice otturazione.

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