Cialde o capsule per macchine del caffé: gli italiani ne fanno sempre più uso

La bevanda più bevuta al mondo, dopo il the, è il caffè, che viene consumato quotidianamente dal 97% degli italiani, sia esso espresso, nero, americano, macchiato o corretto.

Ricco di antiossidanti, il caffè contiene centinaia di sostanze tra cui la caffeina, che è la più conosciuta di tutte pur essendo presente in piccolissime percentuali, che variano dall’1,3 al 2,4%. Ed è proprio la caffeina a dare al caffè un effetto stimolante sul sistema nervoso.

Il caffè, che dal mondo arabo giunse in Europa, è una delle merci più scambiate, insieme al petrolio e all’acciaio, e ha numerosi benefici. Brucia i grassi e aumenta il metabolismo, stimola le funzioni celebrali e aiuta a prevenire le malattie degenerative.

Il caffè in commercio

In tutto il mondo ci sono circa 60 specie di caffè, ognuna caratterizzata da un aroma e un sapore diverso. La qualità più pregiata è l’Arabica, che rappresenta il 59% della produzione mondiale di caffè.

In commercio oggi è possibile trovare il caffè in:

grani, che hanno colore e forma diversa a seconda della varietà,

polvere, ottenuto macinando i chicchi tostati,

capsule, che presentano un involucro a forma cilindrica fatto solitamente di plastica o alluminio

cialde, cioè filtri di carta di riso preconfezionati, che contengono porzioni di caffè macinato e pressato.

Sicuramente quello più utilizzato dagli italiani resta ancora il caffè macinato, quello per la moka. Tre i tipi diversi di macinatura: fine, media o grossa. Se la macinatura è a grana fine il caffè scenderà lentamente nella tazzina, creando una crema scura dal sapore amaro. Se invece la macinatura è a grana grossa, il caffè scenderà più velocemente e formerà una crema di colore chiaro.

Per conservare intatto l’aroma, si consiglia di riporre il caffè macinato in un posto fresco e asciutto, lontano da fonti di calore; mai in un barattolo trasparente perché la luce accelera il processo di invecchiamento, deteriorando qualità e freschezza.

Negli ultimi anni, però si sono diffuse le macchine del caffè a cialde o a capsule.

La prima macchina fu brevettata da un torinese nel 1936 e da allora diverse sono state le evoluzioni. A oggi quella più ecologica è, senza dubbio, la macchina con le cialde. Queste, infatti, possono essere gettate tranquillamente nell’organico in quanto carta di riso e caffè sono prodotti naturali. Le cialde possono essere rotonde, quadrate e trapezoidale con diametri differenti, e sono anche più economiche rispetto alle capsule perché fatte da materiali semplici.

Le capsule hanno a loro vantaggio la caratteristica di mantenere intanto nel tempo l’aroma del caffè, grazie alla sigillatura. Per saperne di più, basta visitare Crel.it.

Caffè, come scegliere la miscela giusta

Per poter dire se un caffè è buono oppure no non è sufficiente conoscerne la qualità e la provenienza ma il giudizio si basa anche e soprattutto sul proprio gusto personale.

Tre sono i criteri principali per poter valutare la qualità di una miscela: aroma, sapore e acidità.

Partendo dal presupposto che un caffè per essere buono non deve essere né troppo intenso, né troppo amaro né tantomeno eccessivamente acido, il gusto resta una questione puramente soggettiva.

Se preferite un caffè delicato, dolce e aromatico che contenga meno caffeina, perfetta per voi è l’Arabica. Se per voi Il caffè deve essere più intenso, corposo e quasi legnoso, allora la miscela giusta per voi è quella Robusta.

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