Quando fare la blefaroplastica

La blefaroplastica altro non è che non un intervento di chirurgia plastica svolto da un medico chirurgo che serve per ricostruire, correggere e migliorare la funzionalità delle palpebre.

Il prefisso “blefaro” viene dal greco βλέφαρον (blèfaron) che significa, appunto, palpebra.

Il tipo di intervento chirurgico in questione può riguardare sia le palpebre superiori che le palpebre inferiori e può essere effettuato esclusivamente sulla zona superiore o inferiore dell’occhio o in tutta la regione oculare anche in un’unica operazione.

Come ci spiega il dottor Simone Napoli chirurgo specialista in chirurgia plastica estetica e ricostruttiva a Firenze i motivi per i quali si ricorre ad interventi di blefaroplastica il più delle volte è per ragioni meramente estetiche.

L’occhio appare stanco e lo sguardo affaticato, la figura visibilmente invecchiata e il paziente che non si abitua a questo cambiamento si rivolge al chirurgo.

Altre volte è lo stesso campo visivo che viene in qualche modo compromesso creando problemi alla guida o durante la lettura.

Come funziona un intervento di blefaroplastica 

Gli interventi chirurgici alle palpebre sono quasi sempre effettuati in day hospital con sedazione locale. Il ritorno alla vita sociale è pressoché immediato anche se la completa guarigione avviene di solito in una settimana nella quale si consiglia l’utilizzo di occhiali da sole per proteggersi e l’osservanza di alcune norme igienico-sanitarie per scongiurare il pericolo di infezioni.

I lividi dovuti al trauma postoperatorio possono essere tranquillamente coperti col make-up.

Le cicatrici non sono mai visibili in quanto le incisioni vengono effettuate nelle pieghe naturali delle palpebre sia inferiori che superiori mentre nel caso di blefaroplastica transcongiuntivale l’incisione avviene all’interno della palpebra inferiore.

I risultati sono soddisfacenti e duraturi, non è previsto un limite di età per sottoporsi al trattamento e, inoltre, può essere eseguito in associazione ad altri interventi chirurgici quali lifting del volto o del sopracciglio.

I tre tipi di blefaroplastica 

Quando parliamo di operazione chirurgia alle palpebre dobbiamo fare una distinzione tra tre diverse tipologie di intervento.

Con la blefaroplastica superiore si interviene sulla pelle eccedente della palpebra superiore andandola a rimuovere insieme alle cellule adipose che conferiscono all’occhio un aspetto “orientale”.

Con la blefaroplastica inferiore saranno rimosse le borse adipose formatesi al di sotto della palpebra inferiore, andndo a rimodellare la cute dopo aver ridimensionato e rimosso gli eccessi.

Con la blefaroplastica transcongiuntivale ad essere asportato sarà unicamente il grasso in eccesso depositatosi sotto le palpebre inferiori.

È d’uopo dire che prima di procedere alla scelta chirurgica ogni paziente viene ampiamente informato durante il colloquio preoperatorio e, dunque, orientato nella scelta del trattamento più idoneo a mantenere la naturale conformazione del proprio viso eludendo così il rischio di trovarsi di fronte ad una persona “diversa” una volta uscito dalla sala operatoria.

Statisticamente, infatti, la preoccupazione di non riconoscersi dopo l’intervento sembra essere la maggiore fra quelle legittimamente nutrite dai pazienti.

La blefaroplastica si rivela un intervento molto sicuro e privo di complicazioni e per questo motivo sempre più persone si affidano senza timore al chirurgo.

I rischi sono dunque abbastanza contenuti e legati per lo più a problemi di cicatrizzazione, formazione di ematomi, perdita della sensibilità palpebrale, perdita di ciglia, secchezza oculare nei soggetti già predisposti, comparsa di piccole emorragie ma sono tutti problemi transitori e risolvibili in poco tempo.

Infine come ricorda il dottor Napoli i casi di infezioni sono rarissimi. È documentato dalla letteratura medica la perdita della vista dovuta a emorragia o ad infezione orbitaria, ma si tratta di episodi che non fanno statistica.

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