Come liberarsi dai debiti con la banca

Sembra strano eppure è vero. Quando abbiamo i debiti con la banca che ci soffocano e non sappiamo come uscirne, la legge ci lancia un’ancora cui aggrapparsi. Pur essendo debitori infatti, esiste una possibilità di uscire fuori da questo enorme problema senza preoccupazioni.

Non solo si tratta di una manovra possibile, ma anche di un passaggio riconosciuto dalla legge. Pertanto non si tratta di escamotage fraudolento, cui spesso ci si affida per non farsi divorare dai debiti, ma è una manovra più che pulita e che aiuta a difendere i propri beni dalle aggressioni dei creditori.

La legge salva-suicidi

Entrando nel vivo di questa manovra, il riferimento legislativo da applicare è dato dalla legge  3/2012, più comunemente nota come “salva-suicidi”. Si tratta di una norma non utilizzata spesso, ma che si applica quando vengono poste in essere delle situazioni di sovra-indebitamento del consumatore (nonché di tutta la famiglia e di quei soggetti che non possono fallire).

Esistono tre procedure diverse:

  • piano del consumatore (valido per dipendenti e pensionati)
  • accordo di ristrutturazione (valido per professionisti e piccoli imprenditori)
  • liquidazione del patrimonio (che prevede la vendita di tutti i beni in proprio possesso per liberarsi dai debiti)

La legge in questione permette al debitore di fare istanza in tribunale. Ivi viene depositata un piano che prevede il “saldo e stralcio” del proprio debito (detto comunemente piano del consumatore nel caso in cui a presentarlo sia un dipendente o pensionato).

Qualora il giudice dovesse ritenere il contenuto del piano valido e realizzabile, ridurrà l’ammontare del debito senza nemmeno sentire il parere dei creditori. Ovviamente per fare ciò bisogna rivolgersi ad un professionista del settore, un legale che possa seguire il caso sin dagli albori, come l’esperto in materia avv. Francesco Cacciola.

Un esempio pratico

Facciamo un esempio per chiarire meglio la dinamica della legge in oggetto. Immaginiamo una famiglia che abbia contratto un debito con la banca di 100 mila euro. Tuttavia con un unico stipendio in entrata risulta difficile vivere e pagare le rate mensili all’Istituto di credito.

In una situazione di massimo sconforto e difficoltà, la famiglia può chiedere al giudice di ridurre fino al 90% il debito, rateizzandolo in maniera commisurata all’ammontare dello stipendio.

Se il giudice de quo risulterà concorde con la richiesta avanzata, porta decidere di portare il debito tra i 10 ed i 30.000,00 euro, definendone anche le modalità di pagamento. In tal verso quindi, nonostante il parere contrario delle banche, non ci sono elementi in grado di rendere fattibile una loro opposizione.

Il precedente giudiziario a Napoli

Quanto appena descritto quindi, vuol dire che i debitori potranno avvalersi di una vera e propria liberazione per chi ha debiti con Equitalia o con le banche.

La qual cosa ha già trovato larga applicazione per un caso portato dinanzi al Tribunale di Napoli che, a sua volta ha richiamato una sentenza del Tribunale di Busto Arsizio. È stato in tal verso solcato il percorso per uscire dalle passività arretrate e a volte impossibili da estinguere. Questo si verifica, allorquando il creditore non abbia accettato, in sede di trattative bonarie, di capire la situazione difficile in cui versa il debitore.

In questi casi quindi, il debitore chiama in causa il giudice che ignorando l’esistenza o meno del consenso del creditore, si fa applicare uno “sconto” sul debito.

L’omologazione del giudice (purché venga esperita una valutazione di fattibilità della proposta e la meritevolezza della condotta del debitore) basta di per sé a ridurre l’importo del debito.

Certo è che il creditore deve dare prova dell’esistenza valide garanzie di adempimento del piano depositato in tribunale, purché l’adempimento stesso sia applicato davvero.

In tal modo, i soggetti che non possono fallire come le persone fisiche, riescono a pagare un importo inferiore sulle passività pur di non lasciare il creditore a bocca asciutta. Per maggiori informazioni visitare il sito www.debitobancario.it

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