Il n° 1 di Froneri in Italia festeggia con “gelato mafia”

Il numero uno della Froneri in Italia Corrado De Falco, protagonista della chiusura dello storico stabilimento dei gelati di Parma, brinda con i colleghi, pubblica le foto su internet e come didascalia scrive “… mafia family …” e “… gelato mafia …”.

Immagini e definizioni sono state pubblicate da De Falco sul proprio profilo Facebook personale, come post pubblico.

Il napoletano Corrado De Falco è diventato Country Operation Head della Froneri, joint-venture di Nestlé and R&R, nel maggio dell’anno scorso. Circa tre mesi dopo, a settembre, l’annuncio della chiusura dello stabilimento di Parma, per spostare la produzione a Terni e Ferentino. Dopo una lunga vertenza sindacale e politica, attorno al’ultimo Natale l’azienda ha licenziato tutti i 120 lavoratori (LEGGI QUI).

Che cosa stia festeggiando De Falco non lo sappiamo, ma le parole scelte per farlo lasciano basiti. E foto e didascalie sono state pubblicate il 16 marzo, proprio il giorno dopo della sentenza del Tribunale dell’Unione Europea ha vietato l’uso del marchio “La Mafia se sienta a la mesa” (La mafia si siede a tavola) usato da una catena di ristoranti in Spagna. Proprio pochi giorni prima della Giornata della memoria delle vittime di mafia…

5 Commenti

  1. icecream ha detto:

    Corrado de Falco cosa c’entra con un azienda di gelati? messo in quel ruolo dal suo amico Pietro Monaco per controllare e riportare l’andamento di un azienda Eskigel che cammina da sola grazie alla forte esperienza maturata sul campo dagli operai della vecchia gesione familiare e grazie al suo vero ed unico direttore di stabilimento Alessio Trombettoni spedito in giro per il mondo ad insegnare a tutti a fare il gelato solo perchè era scomodo e non faceva parte della Monaco-Family! Se chiedete a questa specie di essere qual’è il suo gelato preferito al massimo vi può rispondere il san marzano si perchè di quello si occupava di conserve alla doria… che poi il suo amico Monaco lo voglia far spacciare per un intenditore insieme al grande figlio di papa Patrizio Ioime ci credono solo le persone che non sanno e che non vogliono sapere…è riuscito anche nell’intento di farlo promuovere direttore dei due stabilimenti Terni-Ferentino con l’intento preciso di trasferire più produzione possibile da Terni allo stabilimento di Ferentino (ultimo il Tartufo per 20 anni prodotto a Terni con grandi risultati) questo perchè geograficamente più vicino a casa insieme alla sua combriccola di amici gia trasferitasi in questo stabilimento, la scusa alleggerire il lavoro di Terni… non scherziamo programmi settimanali tragicomici sviluppati dal suo Grande Amico Alfredo Sasso fatti esclusivamente per mettere in difficoltà produzione e sala misciele che nonostante tutto rispondono botta su botta ma si creano i presupposti per chiedere lo spostamento dei volumi su ferentino…lo schema è preciso portare più volumi possibili nello stabilimento vicino casa a discapito dallo stabilimento fiorente di Terni che si sacrifica 6 giorni su 7 per far mangiare anche questa specie di gente che distrugge il lavoro fatto per 20 anni…. Si esatto 20 anni di crescita esponenziale che rischiano di essere distrutti da un team di Napoletani incompetenti scappati o licenziati da altre aziende dopo averle spremute economicamente…Ora mi domando Ma il Ibrahim Najafi (CEO) di Froneri e tutti gli investitori cosa ne pensano di questo Soggetto e la sua combriccola? arriverà mai questa notizia al capo dei capi? o riuscirà l’amico Monaco e tutto il resto ad insabbiare il tutto senza fargli arrivare niente? Ma un azienda Seria secondo voi cosa avrebbe fatto? minimo un licenziamento in tronco a mio avviso !…
    chiudo dicendo ma uno che scrive MAFIA-GELATO o MAFIA-FAMILY e non sa neanche il significato delle tre parole , cosa ci vogliamo aspettare?

  2. Iceman ha detto:

    Corrado de Falco cosa c’entra con un azienda di gelati? messo in quel ruolo dal suo amico Pietro Monaco per controllare e riportare l’andamento di un azienda Eskigel che cammina da sola grazie alla forte esperienza maturata sul campo dagli operai della vecchia gesione familiare e grazie al suo vero ed unico direttore di stabilimento Alessio Trombettoni spedito in giro per il mondo ad insegnare a tutti a fare il gelato solo perchè era scomodo e non faceva parte della Monaco-Family! Se chiedete a questa specie di essere qual’è il suo gelato preferito al massimo vi può rispondere il san marzano si perchè di quello si occupava di conserve alla doria… che poi il suo amico Monaco lo voglia far spacciare per un intenditore insieme al grande figlio di papa Patrizio Ioime ci credono solo le persone che non sanno e che non vogliono sapere…è riuscito anche nell’intento di farlo promuovere direttore dei due stabilimenti Terni-Ferentino con l’intento preciso di trasferire più produzione possibile da Terni allo stabilimento di Ferentino (ultimo il Tartufo per 20 anni prodotto a Terni con grandi risultati) questo perchè geograficamente più vicino a casa insieme alla sua combriccola di amici gia trasferitasi in questo stabilimento, la scusa alleggerire il lavoro di Terni… non scherziamo programmi settimanali tragicomici sviluppati dal suo Grande Amico Alfredo Sasso fatti esclusivamente per mettere in difficoltà produzione e sala misciele che nonostante tutto rispondono botta su botta ma si creano i presupposti per chiedere lo spostamento dei volumi su ferentino…lo schema è preciso portare più volumi possibili nello stabilimento vicino casa a discapito dallo stabilimento fiorente di Terni che si sacrifica 6 giorni su 7 per far mangiare anche questa specie di gente che distrugge il lavoro fatto per 20 anni…. Si esatto 20 anni di crescita esponenziale che rischiano di essere distrutti da un team di Napoletani incompetenti scappati o licenziati da altre aziende dopo averle spremute economicamente…Ora mi domando Ma il Ibrahim Najafi (CEO) di Froneri e tutti gli investitori cosa ne pensano di questo Soggetto e la sua combriccola? arriverà mai questa notizia al capo dei capi? o riuscirà l’amico Monaco e tutto il resto ad insabbiare il tutto senza fargli arrivare niente? Ma un azienda Seria secondo voi cosa avrebbe fatto? minimo un licenziamento in tronco a mio avviso !…
    chiudo dicendo ma uno che scrive MAFIA-GELATO o MAFIA-FAMILY e non sa neanche il significato delle tre parole , cosa ci vogliamo aspettare?

  3. Vercingetorige ha detto:

    Mah ! E’ difficile commentare queste cose. Mi verrebbe da dire che la prima colpa è di quelli che le lasciano fare. Se il signor De Falco fosse perseguito per aver fatto apologia della Mafia , usandola come strumento pubblicitario , e , se , per caso , fosse di nazionalità straniera , venisse dichiarato indesiderabile in Italia , ed allontanato dal nostro Territorio Nazionale , forse lui e la Nestlè , la prossima volta , ci penserebbero un po’ meglio ! Ma cosa volete che facciamo ? In Italia non teniamo più in carcere neanche gli assassini , non rimpatriamo neanche gli spacciatori di droga , e volete prendervela con uno che vende gelati ? D’ altronde , questa è l’ immagine che hanno di noi all’ estero . Americani , Inglesi , Tedeschi , Francesi , Scandinavi, che i nostri Politici ci presentano come alleati “alla pari” , in realtà ci considerano una razza inferiore. Ci considerano sporchi , donnaioli , fannulloni , truffatori , imbroglioni . Ma la colpa della brutta immagine che abbiamo all’ estero è anche nostra. Il testo seguente è tratto da “Wikipedia” , e si riferisce al disastro del 6 dicembre 1907 nella miniera di Monongah in Virginia (Stati Uniti ) :
    Le 171 vittime “ufficiali” italiane erano emigrati da località molisane (un centinaio), calabresi (una quarantina) e abruzzesi (una trentina). È bene ricordare che a quel tempo gli Statunitensi consideravano gli Italiani – e in particolare i meridionali – più simili ai neri che ai bianchi. Ciò è comprensibile se si considera che l’emigrazione di lavoratori italiani verso gli Stati Uniti iniziò sostanzialmente con l’abolizione dello schiavismo negli Stati Uniti (stabilita a livello federale nel 1865 con il XIII Emendamento della Costituzione) e il conseguente rifiuto dei neri di sopportare condizioni di lavoro – economiche, ambientali – che furono invece accettate dagli Italiani.
    Emblematico è quanto avvenne in Louisiana, ove gli emigranti italiani presero il posto degli schiavi neri. In Louisiana i neri, ormai affrancati dall’abolizione della schiavitù, abbandonarono in massa le piantagioni. I locali proprietari reagirono alla carenza di manodopera e cominciarono a importare lavoratori dalla Scandinavia e dalla Cina. Le condizioni ambientali della Louisiana erano però tanto avverse che il tentativo fallì. I possidenti iniziarono allora a importare manodopera dalla Spagna e dal Portogallo, ma ben presto i governi di questi Paesi intervennero ufficialmente, bloccarono l’emigrazione e denunciarono le intollerabili condizioni di lavoro a cui i loro cittadini erano sottoposti. Alla fine i proprietari terrieri della Louisiana rivolsero le loro richieste al governo italiano che consentì che gli emigranti italiani, soprattutto meridionali, sostituissero gli schiavi neri, in particolare nelle piantagioni di canna da zucchero attorno a New Orleans.
    Il numero dei caduti italiani fa della tragedia mineraria di Monongah una delle più gravi – se non la più grave – mai abbattutesi sulla comunità italiana: nel pur tristemente assai più noto disastro di Marcinelle perirono 262 vittime, 136 delle quali italiane.
    Alle vedove ed agli orfani dei minatori scomparsi non restò che il soccorso assistenziale della Monongah Mines Relief Committee. Il 27 dicembre 1907 più di duemila quotidiani statunitensi promossero una raccolta di fondi. Essa fruttò circa centocinquantamila dollari, che furono poi devoluti come sussidio agli sfortunati familiari dei minatori scomparsi. Il magnate statunitense Andrew Carnegie contribuì generosamente alla raccolta e 17.500 dollari furono elargiti dalla Fairmont Coal Company, che successivamente distribuì un’ulteriore somma. Fu stabilito che ad ogni vedova fossero attribuiti 200 dollari e 155 ad ogni orfano minore di 16 anni. Non risulta che il Governo italiano abbia erogato fondi ai parenti delle vittime.

  4. Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil ha detto:

    Risulta preoccupante che personaggi con responsabilità in ambito aziendale usino il termine mafia in contesti pubblici e privati come se fosse un marchio di cui andare fieri o con cui mostrare un certo potere. È inammissibile usare un termine del genere che, invece, è sinonimo di violenza, illegalità, disprezzo della vita delle persone e delle regole. È ancor più preoccupante pensare che aziende siano rappresentate da persone che pensano alla mafia come ad un modello, persone che hanno anche il potere di decidere sul futuro dei lavoratori. Siamo indignati e preoccupati e ci auguriamo che questo grave episodio che denunciamo con forza sia censurato e stigmatizzato anche da altri.

  5. nino ha detto:

    caro pizzarotti rispondi a questi mafiosi

I commenti per questo articolo sono chiusi.