Sfruttamento della prostituzione: denunciati parmigiani e collecchiese

Tre monolocali sulla Via Emilia adibiti ad alcova del sesso dal proprietario degli immobili che, grazie alla complicità di 3 persone, ha realizzato vere e proprie ‘case chiuse’ dove si prostituiva una decina di donne cinesi e sudamericane.

A scoperchiare la vicenda i Carabinieri di Gattatico, nel Reggiano, che hanno denunciato per concorso di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione il proprietario delle abitazioni, un 69enne di Parma, un 45enne di Collecchio, un 70enne di Parma e una cittadina cinese 42enne residente a Reggio Emilia.

Le prostitute – contattate rispondendo ad annunci sui siti online – potevano anche contare su una sorta di ‘servizio navetta’ con il 45enne che, dietro compenso, le accompagnava da casa al ‘lavoro’. I clienti meno tecnologici venivano messi in contatto, dietro compenso, dal 70enne. La 42enne è risultata essere affittuaria di uno degli appartamenti al cui interno consentiva la prostituzione a sue connazionali dietro compenso del 50% delle prestazioni.

7 Commenti

  1. Vercingetorige ha detto:

    “Lancio” ADNKronos , 19 marzo 2018 , ore 12,53

    “La prostituzione è un problema grave: vorrei che i giovani lottassero contro questa pratica. Per favore: chi ha questa abitudine, la tagli!”. Papa Francesco esorta i giovani a dire un fermo “no” alla prostituzione, durante il colloquio con loro nella riunione pre-Sinodo al pontificio collegio internazionale ‘Maria Mater Ecclesiae’ di Roma.
    “Chi va con le prostitute è un criminale – afferma il Pontefice – Questo non è fare l’amore, questo è torturare una donna: non confondiamo i due termini”, ammonisce Bergoglio.
    Il Papa sottolinea con forza: “Uno schifo! La tratta e la prostituzione sono crimini contro l’umanità, delitti che nascono da una mentalità malata secondo cui la donna va sfruttata”.
    “Non c’è femminismo che sia riuscito a togliere questa mentalità dalla coscienza maschile, dall’immaginario collettivo. Questa malattia, questo modo di pensare sociale è un crimine contro l’umanità”, ribadisce Francesco.

  2. Zorro ha detto:

    Operazione fantastica, sono sicuro che le ragazze che si prostituivano da oggi saranno assunte come segretarie.

    • Vercingetorige ha detto:

      Quando , per la Legge Merlin , le “case di tolleranza” furono chiuse , alle donne che ne uscivano venivano offerte opportunità di reinserimento sociale. Io ho lavorato con qualcuna di loro , e le ho apprezzate perché erano brave lavoratrici , volonterose , ordinate , pulite , gentili , oneste e disciplinate. Non hanno mai fatto “porcherie” , e neanche parlato di “porcherie” , sebbene , volendo , avrebbero potuto raccontarne tante . Ho , di loro , un buon ricordo. Naturalmente ci furono quelle che approfittarono delle opportunità di reinserimento , ed altre no…………

  3. Vercingetorige ha detto:

    Continuano a venir fuori quelli che vorrebbero l’ abolizione della Legge Merlin e la riapertura delle “case chiuse” . Potrebbe essere un’ idea da non scartare , ma si ricordi comunque che questo non risolve tutti i problemi . Anche quando esistevano le “case di tolleranza” c’ erano lo stesso le prostitute “da strada”. A Parma ne furono uccise tre. Certo , le donne nelle “case” avevano un vitto , un alloggio e non erano sotto la pioggia su un marciapiede. Erano più sicure e protette dai “buttafuori” , ma uno sfruttatore ce l’ avevano comunque . Anziché un “pappone” pagavano il gestore. C’ era più controllo sanitario , perché erano periodicamente sottoposte a controlli medici, per arginare la diffusione delle malattie veneree. Oggi è dilagato l’ HIV ed è tornata la sifilide , ma non ci guarda più nessuno . I “tenutari” delle “case” pagavano le tasse sul reddito , che oggi , ovviamente , non paga più nessuno , tuttavia , come già detto , le donne “di strada” c’ erano anche allora , e quelle non avevano né vitto , né alloggio , né protezione di “buttafuori” , né controlli medici. Inoltre le prostitute erano schedate come tali in Questura , e la qualifica di “prostituta” figurava sui loro documenti. Contro questa ufficializzazione burocratica , amministrativa e penale della prostituzione da parte dello Stato si è battuta la senatrice ( socialista ) Merlin. Ora vogliamo tornare indietro ? Può essere , ma in quali termini ?

    • Grillo sparlante ha detto:

      Tornare indietro e magari anche un passo in avanti nelle droghe quando in paesi come l’olanda si sta andando avanti chiudendo piano piano bordelli e coffee shop, più che dimezzati negli ultimi 10 anni… Negli usa si vuole limitare il possesso di armi, noi lo vogliamo estendere…. Gli altri ritornano sui propri passi, noi come obiettivo abbiamo gli errori degli altri

    • Vercingetorige ha detto:

      Caro “Grillo sparlante” , pensi come poteva essere bello per un ragazzo , o una ragazza , andare a chiedere un documento , sul quale risultasse “figlio/a di NN” ( padre ignoto) e di Tizia Caia , prostituta ! Chi sa quanto poteva esser contento di mandare in giro il suo “curriculum” ! Questo ha voluto che finisse la senatrice (socialista) Merlin . Adesso , per fortuna , sui documenti anagrafici , non sono più riportati paternità , maternità e professione. Lei , forse , è troppo giovane per ricordare quando , fino al 1945 , all’ anagrafe , noi parmigiani non ebrei eravamo definiti di “razza ariana” . Se vogliamo tornare indietro………..

    • Grillo sparlante ha detto:

      Non sapevo delle professioni dei genitori e lasciando perdere il periodo della “razza ariana”, cui però in molti italiani erano favorevoli, non è che fosse una cosa proprio positiva, pensiamo al giorno d’oggi i pregiudizi per lavori dei padri….

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