Aeroporto Verdi. Dall’Austria ok a 4,5 mln di ricapitalizzazione

Il gruppo austriaco Meinl Bank, azionista di maggioranza della Sogeap, che gestisce l’aeroporto internazionale di Parma G. Verdi ha approvato la sottoscrizione di un aumento di capitale in favore della stessa Sogeap per 4 milioni e mezzo di euro. L’aumento di capitale era stato approvato lo scorso mese dal cda di Sogeap, necessario per poter proseguire l’attività nello scalo parmigiano, che da molti anni chiude in perdita. L’aumento di capitale garantisce al Verdi operatività per altri due anni.

Nel 2015 Meinl Bank aveva ipotizzato la messa in liquidazione di Sogeap, che sarebbe significato chiudere l’aeroporto Verdi. A far cambiare idea agli austriaci è stata in particolare la disponibilità della Regione Emilia-Romagna a sostenere un progetto di conversione dello scalo da passeggeri a merci, per il quale Bologna ha promesso finanziamenti per 20 milioni di euro.

Per realizzare questa conversione saranno necessari molti lavori attorno al Verdi, con una pista più lunga, che taglierà parte della viabilità a nord di Parma, e nuovi capannoni e strade nelle campagne. I lavori per la nuova pista sono al momento previsti fra il 2019 e il 2020. Spetterà poi al Comune di Parma realizzare una nuova strada per il Verdi, lavoro nel quale Piazza Garibaldi si è già impegnata promettendo 2,5 milioni di euro.

 

6 Commenti

  1. Daniele Ghirarduzzi ha detto:

    Perché una banca austriaca investe milioni su milioni in un’impresa (l’aeroporto) in pedita da decenni? Perché (ri)dare fiducia ad un progetto industriale (aerei cargo) elaborato da SOGEAP, la società che ha sbagliato ogni progetto industriale di rlancio dell’aeroporto tutti gli anni fino ad oggi? I consiglieri di circosrizione volontari hanno chiesto ed ottenuto informazioni dai comitati sorti in opposizione ai piani industriali di altri aeroporti del Nord Italia, ed hanno scoperto la tremenda realtà:
    1. il biglietto che si paga dell’aereo ha un prezzo così basso perché la società gestrice dell’aeroporto ne paga una grande parte per assicurarsi i voli delle compagnie aeree. E’ così in tutt’Italia per cui quasi tutti gli aeroporti sono necessariamente in perdita, laddove il biglietto ce lo pagano in gran parte loro! 2. Quasi tutti gli aeroporti italiani sono di proprietà di banche, assicurazioni, finanzieri, che emettono obbligazioni e “future”, compresi gli sciagurati “derivati”, sui cosiddetti “asset” o “commodity” di cui l’aeroporto è uno di questi. In sostanza cartolarizzano il credito, che in realtà è un debito, nel mercato finanziario ipertrofico di oggi, confondendosi come una goccia nell’oceano. Per il conseguente effetto domino, il credito (la presunzione di un futuro profitto dall’aeroporto) passa di mano in mano fino ad arrivare a Monte dei Paschi di Siena o banche “amiche” del Governo che, dopo averlo etichettato, come in realtà è, come un credito inesigibile, batte cassa allo Stato che gli regalerà 20 miliardi delle nostre tasse per appianare questi “not performing loans” o NPL, ovvero crediti “deteriorati”. Concludendo, il deficit cronico di SOGEAP lo pagano i contribuenti, anche quelli che non sono mai andati né mai andranno in aereo. 3. Subentra poi la Regione ed il Comune che, prendendo decine di milioni di soldi nostri sudati con estrema fatica, e facendosi belli sfruttando la superbia di noi polli, elargisce questi denari ricavati dalle nostre lacrime e sangue ad imprese in perdita che scientemente e consapevolmente sanno che rimarranno sempre in perdita. Poiché ha detto bene chi dice che di aeroporti ne servono pochi, non certo uno per ogni “Ducato”. E attenzione che i charter per portare i cittadini agli “hub” in realtà ci sono già, usando la corriera che ti viene a prendere quasi sotto casa, senza problemi di parcheggio, e portandoti davanti alla Malpensa o al Marconi, come è successo al sottoscritto fornendo un servizio eccellente.
    Ah, non dimentichiamo che non vi sono ricadute, a parte quelle di polveri sottiti ed inquinamento acustico, sul territorio, poiché la SOGEAP ha soltanto 25 dipendenti ed i camionisti che andranno da e verso il futuro aeroporto cargo saranno di ditte con sede chissà dove, e loro stessi saranno bulgari o rumeni, che costano meno, quindi a parte qualche panino in più che il bar dell’aeroporto farà a questi camionisti, il territorio non ne trarrà alcun beneficio. Magari se i soldi dello Stato fossero investiti in servizi ai cittadini, dando lavoro a decine, o centinaia di operatori, per cose che servono davvero, come Scuola, Sanità, Ordine Pubblico, Protezione Civile, forse sarebbe meglio, o no?

    • Grillo sparlante ha detto:

      Bella scoperta del grillino (o ex, vedo che non si firma più come grillino….), che gli aeroporti pagano parte del biglietto lo sanno tutti senza che qualcuno dovesse andare a chiederlo in giro…
      Per il resto interessante la navetta bus, magari lei è fortunato e non ha avuto problemi ma lo vada a spiegare a chi ha subito disagi perdendo aereo o treno a causa del traffico. P.s. ancora con la storia che gli stranieri costano meno? balle costano tanto come gli italiani perchè cosa crede che in un ipotetico hub merci al verdi lavorino solo aziende dell’est?

  2. Giovanni ha detto:

    Bene, e adesso sotto a spingere per la fermata TAV di fronte alla fiera (e quindi all’aeroporto). Altrimenti non serve a niente fare un aeroporto così al giorno d’oggi ed in una realtà piccola come Parma. Solo un sistema integrato riesce a fornare un nodo in cui le varie componenti possano funzionare bene ed alimentarsi reciprocamente. Tibre, TAV, interporto, pontrmolese, aeroporto, fiera. Alcune cose ci sono gia”, pertanto FUORI I COGLIONI!una volta per tutte per attuare le altre.

  3. Vercingetorige ha detto:

    Dev’ esserci qualcosa che mi sfugge. Dunque , l’ aeroporto “Verdi” di Parma , è , da tempo , in coma profondo , in istato vegetativo . Ospita solo due voli alla settimana , uno per Cagliari ed uno per Chisinau, andata e ritorno . Non bastano a giustificarne l’ esistenza. Eppure la Banca austriaca “Meinl Bank” , socio di maggioranza di SOGEAP , sottoscrive un aumento di capitale ( in altre parole sborsa soldi , dopo quelli che ha già sborsato) , per altri 4 milioni e mezzo di euro. Poiché non credo che la “Meinl Bank” sia un Ente di Beneficenza , suppongo che intraveda prospettive di sviluppo che io , sinceramente , stento a vedere. Il “Verdi” potrà rianimarsi , secondo me , solo con l’ attivazione di voli navetta in “code sharing” per Fiumicino e Malpensa. Un aeroporto regionale , come il nostro , ha la funzione di portare passeggeri agli “hubs” . La faccenda dei “cargo” , tanto enfatizzata , mi lascia perplesso . I trasporti intercontinentali di merci ( ad esempio dalla Cina) , vengono fatti con grossi aerei tipo “jumbo” , che non potrebbero operare su Parma , neanche col previsto allungamento della pista.

  4. Emanuele Bacchieri (CasaPound) ha detto:

    Una buona notizia, che però deve contare sul sostegno di tutti gli enti pubblici preposti, dal Comune fino al Governo.
    Da anni il nostro aeroporto vive in un limbo che lo porta a vivacchiare, mese dopo mese, in attesa degli investimenti necessari al suo rilancio. Una situazione insostenibile, soprattutto sul lungo termine, a danno di una città che deve poter contare su un’infrastruttura strategica per il proprio futuro.
    Dopo aver perso l’alta velocità, infatti, Parma non può permettersi di rinunciare al ‘Verdi’, per cui salutiamo con favore l’impegno del socio austriaco di impegnarsi nell’aumento di capitale. Allo stesso tempo, però, è necessario che tutti i soggetti coinvolti facciano la loro parte, perché solo con il gioco di squadra si potrà salvare l’aeroporto.
    Penso ad esempio al Comune, che deve impegnarsi a rispettare la promessa di investire i 5 milioni incassati dalla cessione della sua quota in Fiere, ma anche alla Regione che ha promesso 12 milioni di finanziamenti per l’allungamento della pista, infine al Governo, che deve impegnarsi per sviluppare tutti quegli scali ‘minori’ solo sulla carta, visto che a dispetto delle dimensioni possono rappresentare un importante volano di sviluppo per i territori.

    • Vercingetorige ha detto:

      Io però , non darei per chiusa e sepolta la speranza di una stazione in linea della TAV a Parma. Sarà molto difficile , ma , secondo me , non bisogna arrendersi ! Beati i tempi in cui la Regione non voleva l’ aeroporto “Verdi” , ma il nostro senatore Fabbri , braccio destro di Bettino Craxi e Ministro della Difesa , ci mandava da Roma i controllori di volo dell’ Aeronautica Militare !

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