Nel parmense 178 beni sequestrati alla mafia

A Parma la mafia è sotto casa. Lo dicono i 178 immobili confiscati alla criminalità organizzata nella provincia (secondo i dati aggiornati del sito openregio.it, dell’agenzia dei beni sequestrati e confiscati): abitazioni, garage e terreni a Sorbolo, Parma, Busseto, Torrile, Montechiarugolo e Salsomaggiore. Lo dice la recente indagine “Stige” contro la ‘ndrangheta, che ha portato all’arresto dell’imprenditore Franco Gigliotti, titolare di un’azienda con 300 dipendenti e possiamo immaginare che si tratti solo dell’inizio dell’inchiesta. La mafia vuole mangiare pezzi di economica. Non devono essere i lavoratori a pagare.

La magistratura e le forze dell’ordine fanno la loro parte, ora c’è bisogno della società civile. Serve una rivolta collettiva, serve parlare di mafia e di corruzione, nelle scuole, nelle piazze. Il 21 marzo a Parma ci sarà la manifestazione regionale di Libera in ricordo delle vittime innocenti di mafia, noi ci saremo, vogliamo che ci sia tutta la città, serve una nuova primavera della legalità.

Noi pensionati continueremo a fare la nostra parte, come abbiamo fatto, già da 5 anni, come volontari nel campo di Libera a Salsomaggiore, e organizzando, da 2 anni,  insieme ai giovani dell’UdU il laboratorio antimafia nella villa confiscata a Berceto. Bisogna contrastare la presenza della mafia, che è sempre più capillare.

Sono 178 gli immobili confiscati alla criminalità organizzata in provincia di Parma, fra case, garage, terreni. A questi si aggiungono i beni confiscati definitivamente e già destinati a scopi sociali: la villa a Berceto, trasformata in un centro civico, la casa di Langhirano utilizzata per famiglie indigenti, il podere Millepioppi a Salsomaggiore che oggi è sede del parco dello Stirone e del Piacenziano. E poi ci sono abitazioni confiscate in modo definitivo e messe in vendita: un’abitazione a Medesano, in via Belvedere, appartamenti in via Pierino Cavagni a Parma, un’unità a destinazione commerciale e industriale a Noceto, in piazza Lunardini, e poi 6 aziende confiscate, di cui 3 di costruzioni.

Riprendiamoci quello che la mafia ha rubato a tutti. Non restiamo indifferenti.

Segreteria SPI CGIL Parma

Paolo Bertoletti

Un Commento

  1. Vercingetorige ha detto:

    Beni sequestrati o confiscati ? Perché non è la stessa cosa. La confisca è un provvedimento definitivo , con cui un bene passa di proprietà dello Stato , che ne può disporre. Il sequestro , invece , è un atto cautelativo . Il bene rimane bloccato , ma non si può disporne , fino a sentenza definitiva , e , prima che questa arrivi , se arriva , possono passare decenni . Ho sentito dire che , a Palazzo di Giustizia di Milano , tra Uffici Postali e Filiali Bancarie , sono giacenti , in deposito , molti milioni , che , al momento , sono immobilizzati , ma non si possono toccare . Purtroppo , l’ infiltrazione della criminalità organizzata è ormai capillare , anche qui al Nord. Noi non l’ abbiamo voluta vedere , quando , forse , si era ancora in tempo . Adesso ho paura che sia tardi. Il mafioso può essere il nostro vicino di casa , il nostro meccanico , il muratore che ci costruisce la casa , l’ artigiano che ci viene a fare le riparazioni , il barista che ci fa il caffè al bar , il pizzaiolo che ci fa la “margherita” , il negoziante dove facciamo la spesa , l’ appaltatore che ci copre di “rotonde” e ci sbudella le strade , il gestore del locale dove andiamo a cena , o a ballare e passare le serate. Non pensate che il “mafioso” vada per strada con la pistola in mano ! La Magistratura , la Polizia , i Carabinieri , la Guardia di Finanza sanno benissimo delle infiltrazioni della Criminalità Organizzata nell’ Economia , nell’ Industria , nella Finanza , ma possono intervenire solo laddove abbiano fondati sospetti di reato . Non possono intervenire solo per il nome che uno porta , o per il luogo da cui proviene. Questo spetterebbe a noi , che non lo facciamo . Le fiaccolate sono solo coreografia , come le processioni con l’ “inchino” , che continuano , con buona pace di Vescovi e Papi.

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