Ipotesi di fusione di Tep con Tper, Seta e Start Romagna

“Una riforma condivisa e complessiva per rendere più efficace e di qualità il trasporto pubblico in Emilia-Romagna”, così la Regione ha presentato il nuovo “Patto per il trasporto pubblico regionale e locale per il triennio 2018-2020”, firmato oggi dal governatore Stefano Bonaccini e dai rappresentanti degli enti pubblici e  società di gestione, alla presenza del ministro dei trasporti Graziano Delrio.

L’accordo non si limita a stanziare risorse per ammodernare i mezzi del trasporto pubblio, ma ridisegna l’intera governance del sistema. Di certo c’è la prossima aggregazione della società per il trasporto pubblico di Parma Smtp con l’omologa di Piacenza – come già anticipato nei giorni scorsi da ParmaQuotidiano (LEGGI QUI) -, ma ora emerge anche un progetto di fusione di tutte le società pubbliche degli autobus dell’Emilia-Romagna.

Il patto prevede di arrivare alla fusione delle nove agenzie provinciali dei gestori dei servizi pubblici autofilotranviari in quattro nuovi soggetti con le medesime funzioni (Parma e Piacenza, Modena e Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, la Romagna), come previsto dalla legge regionale 30/98 e nel rispetto delle clausole sociali di salvaguardia dei livelli occupazionali del personale.

Ma non solo: “In discussione anche la proposta di aggregare in un’unica holding regionale le aziende di trasporto a maggioranza pubblica (Tper, Tep, Start Romagna e Seta) con l’obiettivo di creare un unico operatore con dimensioni patrimoniali, capacità tecniche e di investimenti e competenze che ne aumentino la competitività”, afferma la Regione.

L’intesa firmata oggi prevede impegni e investimenti a carico di ogni firmatario, per arrivare a ridisegnare sia il settore ferroviario sia il trasporto dei bus urbani. Una realtà che interessa oltre 1 milione di passeggeri al giorno (850mila su gomma e 150mila su ferro) e 7.230 lavoratori in aziende che, insieme, hanno un fatturato annuo di 650 milioni euro.

“Puntiamo – dice l’assessore regionale ai Trasporti Donini – ad aumentare del 10% i passeggeri del trasporto pubblico su gomma (oggi quasi 41 milioni all’anno) e del 20% il numero di chi viaggia in treno (oltre 283 milioni all’anno), offrendo un servizio di qualità”.

Per quanto riguarda i treni, la Regione vorrebbe trasferire allo Stato l’intera rete ferroviaria regionele, per adeguarla dal punto di vista tecnologico e innalzarne il livello di sicurezza attraverso un piano decennale di investimenti da oltre 1 miliardo di euro, contenuti nel masterplan allegato all’intesa. Da gennaio 2019 ci sarà un’azienda unica per il trasporto ferroviario dell’Emilia-Romagna, che riunirà i due gestori del servizio di trasporto su ferro, Trenitalia e Tper.

Mentre per la gestione delle infrastrutture, sempre oggi è stata firmata un’intesa tra Regione, Fer (attuale gestore regionale) e Rfi (gestore della rete nazionale) per avviare il percorso di trasferimento a Rfi della gestione di tutta la rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna. Nel 2018 – se il prossimo Governo nazionale non stravolgerà le cose – ci sarà una riclassificazione delle tratte regionali a ferrovie d’interesse nazionale, che potrebbe riguardare la Parma-Suzzara-Ferrara, la Bologna-Portomaggiore, la Casalecchio-Vignola, la Reggio Emilia-Sassuolo e la Reggio Emilia-Guastalla.

E’ stato deciso il rinnovo pressoché totale del materiale rotabile ferroviario entro il 2019 e un ulteriore 20% dei mezzi sulle strade da qui al 2020 (75 nuovi treni e 600 autobus); l’integrazione tariffaria ferro-gomma (circa 36mila pendolari del servizio ferroviario da settembre 2018 potranno viaggiare gratis in bus in 13 città); bigliettazione elettronica.

 

Un Commento

  1. Grillo sparlante ha detto:

    Bella cagata, unire una società sana e in salute (indovinate quale) con altre che hanno dei debiti…. Di fronte a questo scenario avrei preferito che il servizio bus fosse affidato a busitalia anche in modo irregolare. E dire che i dipendenti tep invece di difendere l’azienda e le sue eccellenze continuano a scioperare e fare critiche assurde, bravi continuate così in modo da favorire lo smantellamento della tep. Rappresentanti sindacali in tep non sono diversi da quelli di bormioli luigi, si lavora troppo, il pacco di natale è misero, la cena di natale è misera…. e intanto avete perso anche quella a causa delle vostre lagnanze…. Se state tanto male cambiate lavoro, a parma c’è la fila di gente che vorrebbe avere quello che la bormioli luigi da ai propri lavoratori…

I commenti per questo articolo sono chiusi.