6.221 matricole. L’Ateneo di Parma torna a crescere

Sono 6.221 le matricole iscritte all’Ateneo di Parma nell’anno accademico da poco iniziato, 496 in più rispetto al 2016-2017 (+8,7%). L’incremento corregge il calo dello scorso anno, ripetendo l’exploit di due anni fa.

«Si consolida il trend positivo avviato tre anni fa – commenta il rettore Paolo Andrei -, e questo per noi è un dato di grande importanza. Dopo l’ottima performance del 2015-2016 e il consolidamento della crescita dell’anno scorso non era facile confermare la tendenza: l’Università di Parma non solo l’ha confermata ma l’ha fatto con numeri rilevanti. Numeri che premiano l’impegno di tutte le persone che compongono l’Ateneo, e un’offerta complessiva che ogni anno si rafforza per stare al passo con i tempi in uno scenario ormai necessariamente globale. Abbiamo recuperato tanto di ciò che avevamo perso in passato, e ora è chiaro che il trend non sarà più così “vertiginoso” ma tenderà alla stabilizzazione; il nostro augurio è che tutte queste matricole trovino a Parma, nella qualità della formazione offerta dall’Ateneo, l’ambiente ideale per condurre al meglio e in modo appagante il loro percorso accademico».
Quest’anno sono 6.221 gli scritti complessivi al primo anno
(dati al 30 novembre 2017) contro i 5.725 dell’anno accademico 2016-2017, con una crescita assoluta di 496 matricole che corrispondono a un incremento percentuale del +8,7%.

I due Dipartimenti che per numero di iscritti al primo anno crescono di più in valore percentuale sono il Giurisprudenza, Studî politici e internazionali, che fa registrare un ottimo +41% con una significativa inversione di tendenza rispetto all’anno scorso, e il Dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco, che si attesta al +38% grazie soprattutto all’impennata del corso di laurea in Scienze gastronomiche, che ha quasi triplicato gli iscritti al primo anno.

Crescite da rimarcare anche a Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali (+18%), e per Scienze matematiche, fisiche e informatiche (+14%). Pressoché invariati gli altri Dipartimenti. L’unico calo rilevante è quello di Scienze medico-veterinarie, con un -19% dovuto alla diminuzione del corso di laurea in Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali.

La forte attrattività da fuori Regione resta una delle caratteristiche principali dell’Università di Parma. Nel 2017/2018 resta pressoché invariato il peso relativo della provincia di Parma (31,3% nel 2016/2017 contro il 31,7% di quest’anno) e dell’Emilia-Romagna (dal 52,2% del 2016/2017 al 52,3% di quest’anno), mentre cresce il Nord Italia (23,3% quest’anno contro il 21,9% del 2016/2017: +1,4%). Praticamente invariato il Centro-Sud, bacino di utenza forte dell’Ateneo, che passa dal 16,8% del 2016/2017 al 16,3% del 2017/2018. In leggera flessione, invece, le isole: dall’8,2% del 2016/2017 al 6,9%.

Cresce inoltre la percentuale di studenti stranieri, che quest’anno sono l’1,3% (81 matricole extra Italia) contro lo 0,9% dell’anno scorso.

Sono nel complesso 177, contro i 130 dell’anno scorso, gli iscritti al primo anno con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento – dsa (77 con disabilità e 100 con dsa), con una crescita del 36%. L’Università di Parma si conferma punto di riferimento importante per gli studenti con disabilità e dsa, per i quali è attivo da anni un servizio che è fiore all’occhiello dell’Ateneo con specifiche strutture di affiancamento e accoglienza.

 

A primavera i dati delle lauree magistrali

È importante sottolineare che i dati diffusi oggi sono ancora parziali, poiché le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale (+2) non sono ancora tutte chiuse. I dati complessivi degli iscritti al primo anno (compresi quelli delle lauree magistrali) saranno dunque disponibili nella primavera 2018.

 

Un Commento

  1. Mirella Masini Mirella Masini ha detto:

    È una buona Università dove si vive e si studia ancora bene ,tanti insegnanti che svolgono bene il loro lavoro!!!

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