Tre anni dopo l’alluvione. Visite sui luoghi ricostruiti

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), col patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma e Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, organizza, a Parma, il 13 e 14 ottobre, una “due giorni” di eventi dedicati alla: “Sicurezza dalle piene nel nodo idraulico Parma e Colorno. Progetti e realizzazioni nel terzo anniversario dell’esondazione del torrente Baganza”.

L’attenzione verterà, in particolare, sul progetto di cassa di espansione del torrente Baganza e sugli interventi realizzati e programmati lungo il corso d’acqua.

Il primo evento in programma è il convegno che avrà luogo venerdì 13 ottobre, dalle ore 10 alle ore 13, presso il Cinema Astra, in piazzale Volta.

Interverranno l’Assessore regionale dell’Emilia Romagna alla difesa del suolo e protezione civile, Paola Gazzolo; il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti; il Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli; il Direttore di AIPo, Bruno Mioni ed il Dirigente dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile, Francesco Capuano.

Nel pomeriggio di venerdì 13 ottobre, dalle 15 alle 18.30, e nella mattina di sabato 14 ottobre dalle 9.30 alle 13, presso il Centro giovani Montanara di via Pelicelli, è previsto un “Open Day” in cui i cittadini potranno informarsi direttamente sul progetto di cassa di espansione del Baganza e su altri interventi idraulici.

Oltre ai materiali da visionare, saranno presenti tecnici a disposizione dei visitatori.

Nella mattinata di sabato 14 ottobre, dalle 10 alle 13, sarà inoltre aperta al pubblico la cassa di espansione del torrente Parma, a Marano, in via Giovanni Masi (laterale a destra di strada Argini, venendo da Parma).

Sarà possibile conoscere da vicino un’opera idraulica di fondamentale importanza per la città di Parma che anche nel 2014 ha contenuto la piena del torrente Parma, concomitante a quella del Baganza, evitando così l’allagamento del centro storico di Parma e di Colorno. Tecnici AIPo saranno presenti per illustrare ai cittadini il funzionamento dell’impianto.

18 Commenti

  1. Renzo Minari Renzo Minari ha detto:

    Vogliamo i nomi dei responsabili.

  2. Grillo sparlante ha detto:

    Chi si oppone sono personaggi che evidentemente sono al corrente dei vecchi progetti provinciali contro cui nessuno si è opposto, progetti dimensionati per la reale situazione e che prevedono di mettere in sicurezza gran parte del baganza e non solo una parte. La cassa poi sarebbe una cassa non nel letto del fiume ma a lato che quindi creerebbe grossi problemi per il periodo primaverile ed estivo. I lavori non sono più previsti ne programmati, lo erano con il vecchio progetto, ora il nuovo progetto prevede una unica cassa poco prima di parma. La provincia di parma notoriamente ha sempre curato bene il territorio, valeva la pena ascontarla, avrebbero risolto il problema a monte perchè è li che il problema si ripresenterà, avrebbero speso meno… avrebbero però arricchito meno persone…..

    • Vercingetorige ha detto:

      Sta di fatto che una cassa di espansione contro le piene del Baganza è urgente e necessaria per la sicurezza della Città ( e di Colorno ) . Questo , naturalmente , non significa che il resto del Territorio sia “carne da cannone” , ma non bisogna farsi paralizzare da quelli che dicono sempre di no . Alcuni , sia pur piccoli , lavori a monte , nel letto del Baganza , li ho visti io stesso , poco tempo fa. Su “quelli che si arricchiscono” , a Parma , abbiamo pochi dubbi . Sono del PD ? Sono Cooperative Rosse ?

    • Grillo sparlante ha detto:

      Questo è vero e i pericoli più grossi li corre come al solito Colorno non solo a causa del torrente Parma ma è anche vero che gli interventi che stanno facendo (in ritardo di un anno e mezzo sulla tabella di marcia) sono per lo più volti a scongiurare il pericolo erosione e non a salvaguardare i centri abitati. Gli interventi non verranno mai fatti se non si fa il progetto della provincia che è allo stesso stato di avanzamento procedurale di quell’obbrobrio creato da chi non sa neppure esattamente dove sorga il torrente Baganza quindi si tratterebbe solamente di ragionare su cosa sia più utile, se poi aggiungiamo che un progetto è completo, economico e con minore impatto ambientale io penso che non ci siano dubbi su cosa scegliere e invece…. io non penso che ci siano persone che dicano sempre e solo no nel caso in questione anzi l’opera del Baganza progettata dalla Provincia è stata in passato sollecitata, sostenuta da tutti, cittadini e sindaci. È assurdo che per non interferire sugli equilibri politici regionali, nessuno all’infuori di Barbara Lori si sia speso in proposito. Su chi si arricchirà chi lo sa, non è ancora partito o stato assegnato nulla ma io un qualche euro se si potesse lo punterei sul vincitore della gara…

    • Vercingetorige ha detto:

      Lo punti , lo punti . Si figuri se sarà affidata un’ opera del genere ad un Ente che non si sa più neanche bene se esista ancora , o no , ed ha , per di più , “il sacossi tachèdi cme il Madòni , e il Madòni tachèdi cme il sacossi” (Renzo Pezzani “Padre Lino” )

    • Grillo sparlante ha detto:

      Un ente che non si sa se esista ancora ma il progetto dell’ente quello si che esiste e lo hanno visionato aipo, regione e altri enti….

    • Vercingetorige ha detto:

      E non lo hanno trovato sufficiente…….

    • Grillo sparlante ha detto:

      Non è proprio così, il progetto era adatto, completo e sufficiente, solo non sono mai stati stanziati i soldi, si è dormito perchè non c’è mai stato un evento distruttivo e perchè mancava l’Elvio Ubaldi della situazione a rompere le scatole, il progetto era risolutivo sia a monte che a valle…. Ora forse si stanzieranno i soldi, tanti soldi, per un intervento non risolutivo e sproporzionato. Questi sono fatti e dico forse perchè nonostante tutto ci sono grossi ritardi su un’opera che sarebbe dovuta partire con il suo iter nel 2016

    • Vercingetorige ha detto:

      Che il progetto della cassa di espansione sul Baganza possa essere “spropositato” è una rispettabile opinione , ma , quanto a “risolutivo” , è risolutivo, per quanto umanamente prevedibile . Credo lo abbiano ben spiegato nella Conferenza di oggi , poi , domani , i NIMBY organizzeranno il solito spettacolo del “Teatro del No” . Per loro il rispetto della natura dovrebbe consistere nell’ andare in giro vestiti di foglie di fico !

    • Grillo sparlante ha detto:

      Io ero presente oggi, tante belle parole ma perchè non hanno parlato degli effetti collaterali nel fare più che una cassa di espansione un punto di raccolta acqua fuori dall’alveo? Perchè non hanno parlato degli interventi a monte? Facile mettere in sicurezza la città di parma, giusto mettere in sicurezza colorno ma agli abitanti a monte della cassa di espansione chi ci pensa?

    • Grillo sparlante ha detto:

      Vedo che comunque lei continua a non capire, nessun popolo del nimby penso abbia mai protestato per questa opera, chi protesta in gran parte ha sempre sollecitato l’opera della provincia perchè necessaria, chi protesta probabilmente perchè ha subito danneggiamenti non solo 3 anni fa ma anche prima, chi protesta lo fa perchè per loro non è più previsto nessun intervento…. Non le passa per un attimo nella testa che le proteste ogni tanto siano anche giuste?

    • Vercingetorige ha detto:

      Guardi ,Grillo sparlante ” , quanto a proteste, credo che i miei messaggi dimostrino che ne sono un capofila , sempre che abbiano un fondamento . Quelli che hanno subito danneggiamenti vogliono la cassa d’ espansione proprio per cercare di evitarli in futuro . Non è vero che la cassa d’ espansione a Casale escluda la possibilità di interventi anche a monte , e le proteste mi sembrano proprio NIMBY ( come quelle sull’ aeroporto , sull’ inceneritore e tante altre ) . Per quanto riguarda le capacità di comprensione , le mie saran pure modeste , ma credo sarebbe meglio se ciascuno si occupasse delle proprie.

    • Grillo sparlante ha detto:

      Con che soldi li fanno gli interventi a monte? addirittura sul giornale c’è una dichiarazione in cui si afferma “abbiamo chiesto ….” La cifra credo sia 18 milioni di euro, sono stati chiesti ma nessun intervento è previsto, nessun progetto, chi è che li finanzierà questi soldi? Appunto lo dice lei, sarebbe bene che ciascuno si occupasse delle proprie capacità…. non sapevo che un medico fosse anche competente in materia di sicurezza idraulica

    • Vercingetorige ha detto:

      “Competente in materia di sicurezza idraulica” quel poco che basta per capire che la cassa di espansione sul Baganza è indispensabile e urgente per evitare che si ripeta il disastro del Quartiere Montanara.

    • Grillo sparlante ha detto:

      Difficilmente si ripeteranno i disastri del quartiere montanara perchè i lavori in zona sono stati eseguiti perfettamente, allargato il letto del fiume ma soprattutto aperte le due arcate chiuse da decenni nel ponte sul baganza…. Quello che è certo è che si ripeteranno i disastri a monte della futura casa di espansione perchè i lavori non sono più previsti, nessun soldo è stato stanziato, non esiste nessun progetto, sono solo stati chiesti dei soldi….

  3. Vercingetorige ha detto:

    E , per evitare che si ripeta , bisogna costruire alla svelta le casse d’ espansione sul Baganza , il che non esclude che si possano fare anche interventi a tutela dei territori a monte.

    • Grillo sparlante ha detto:

      Interventi a monte non più previsti e soprattutto non in programma e senza naturalmente per forza di cose senza copertura economica e quindi se ne riparlerà alla prossima piena a monte. La nuova cassa di espansione è completamente inutile anche perchè non se ne parla ma l’alluvione eccezionale in città è stata causata anche e soprattutto grazie all’occlusione del 40% del ponte vicino le piccole figlie (perchè non indagare su chi ha voluto chiudere le due arcate alcuni decenni fa e per quale motivo?). Speriamo qualcuno si accodi alle perplessità sollevati da Barbara Lori, unico politico che ha dimostrato di ragionare con la testa e non con altro….

    • Vercingetorige ha detto:

      Non sono sicuro che gli interventi a monte “non siano più previsti” , “non siano in programma” e non abbiano “copertura economica” . Ho sentito dire che alcuni modesti lavori a monte sono in corso. Poi , i trasferimenti alle Amministrazioni Locali sono notoriamente , scarsi. Chi si oppone alle casse di espansione sul Baganza a Casale di Felino , sarà un altruista , un ecologista , o il solito NIMBY ?

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