Assemblea dei medici di Parma. Si parla di assicurazioni e falsi dottori

Nei giorni 13 e 14 ottobre si terranno, all’Hotel de la Ville, due eventi organizzati dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Parma.

Nella giornata di venerdì, dalle 8.30, si svolgerà il convegno “Responsabilità sanitaria. Dal contenzioso medico alle assicurazioni alla luce della Legge 24/2017”, realizzato dall’Ordine di Parma e dall’Ordine degli Avvocati di Parma. Al centro la nuova Legge sulla responsabilità, fortemente focalizzata sul medico, e le innovazioni organizzative, che ripropongono in ambito della colpa i presupposti originari della Legge Balduzzi. In particolare ci si richiama alla colpa in caso di non applicazione delle Linee guida (LG) a comprovazione del ben agire. Le LG divengono così e nel contempo croce e delizia per l’attore medico, ma anche per la controparte giudicante: si crea infatti un problema non piccolo e, nel contesto dell’emersione delle responsabilità e della colpa, gioca ruolo principale la perizia e il perito. A cascata: la volatilità della considerazione del medico, il ricorso a ogni possibile pratica risarcitoria, la progressiva crescita dei premi assicurativi e delle pratiche di rivalsa. Un vero dilemma deriva proprio dall’incertezza assicurativa, in un settore in cui predomina la discrezionalità delle compagnie assicuratrici legittimate ad applicare la disdetta dell’assicurato in caso di sinistro, indipendentemente dalla sua responsabilità oggettiva.

La mattinata di sabato, a partire dalle ore 9, si svolgerà sempre all’Hotel de la Ville, la Giornata del Medico. L’Assemblea ordinaria annuale degli iscritti sarà particolarmente importante perché si pone a conclusione del mandato del Consiglio ordinistico.

Il presidente Pierantonio Muzzetto nella sua relazione morale farà un bilancio del triennio, in relazione ai rapporti con istituzioni e forze economiche locali. Interverrà anche sul problema dei giovani che lavorano con contratti indecorosi e su cui pesano le novità legislative in tema assicurativo, sulle conseguenze della politica dei tagli e sulle azioni messe in campo dall’Ordine di Parma a livello nazionale per la salvaguardia della professione.

Il presidente della Commissione Odontoiatri Angelo Di Mola, recentemente chiamato dalla Cao nazionale nel Gruppo di lavoro della professione odontoiatrica sull’esercizio professionale in forma di società, farà invece sulle novità legislative che interessano la professione, dal Ddl Concorrenza alla legge sull’abusivismo (forse è la volta buona?).

I medici iscritti saranno poi chiamati a votare il Bilancio Consuntivo 2016 e preventivo 2018, prima della solenne cerimonia di premiazione di 8 colleghi con 50 anni laurea e il Giuramento di 90 neo laureati, primo atto dell’ingresso dei giovani nella famiglia dei medici.

2 Commenti

  1. Vercingetorige ha detto:

    Il tormentone delle “Linee Guida” ! La vecchia Medicina Clinica , talvolta somigliava ad un’ arte . La diagnosi e la terapia spesso dipendevano dall’ esperienza e dall’ intuito del Medico. Oggi , col progresso tecnico e scientifico , prevalgono i “protocolli” e le “linee guida” . Sono un elenco di cose da fare nelle diverse situazioni . Concettualmente assomigliano alle “checklist” che si fanno sugli aerei prima del decollo , coi loro vari passaggi , uno , due , tre , quattro. Indubbiamente sono utili , perché aiutano a non dimenticare qualcosa di importante, ma il problema comincia quando si sostituisce la “linea guida” all’ intelligenza ed al buon senso , e qualche volta , purtroppo, succede. La “linea guida” senz’ altro aiuta , ma non si deve pensare che sostituisca il cervello , invece , oggi , quando un Medico ha applicato la “linea guida” , si sente in una botte di ferro , e , malauguratamente , si adeguano anche la Magistratura e le Assicurazioni . Se ti discosti dal “protocollo” sei fritto , anche se ritenevi di avere le tue buone ragioni , ed anche se la tua esperienza ti diceva di fare qualcosa di diverso. Ricorda la battuta che si faceva ai tempi del Servizio Militare : ” a cosa serve la sentinella davanti alla caserma ? Ad impedire che entri il buon senso !”.Le Assicurazioni pagano , a volte troppo facilmente , ma ritengono più conveniente tirar fuori qualche euro alla svelta , e chiuderla lì , piuttosto di trascinare per anni una causa in Tribunale. Così sono sorte Società apposta , che si presentano come difensori dei presunti “deboli” , si fan persino pubblicità su giornali e televisioni , ed istigano i pazienti a far denunce e chiedere risarcimenti . L’ inizio dell’ azione è gratuito , la fine non altrettanto. Le condanne penali di Medici per colpa professionale sono rare , mentre i risarcimenti sono all’ ordine del giorno. Gli Ospedali e le AUSL devono avere una copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi , ma possono esercitare la rivalsa , cioè possono chiedere all’ Operatore di rimborsare quanto è stato pagato. A volte un Medico che ritiene di non aver fatto niente di male , scopre che l’ Ospedale , o l’ AUSL , ha fatto un risarcimento senza che lui ne sapesse nulla. Poi , il problema dell’ abusivismo . Lo lamenta , in particolare , il Presidente della Commissione Odontoiatri , ed ha le sue ragioni , perché il problema degli Odontotecnici che fanno gli Odontoiatri senza averne titolo è secolare. Ma c’ è un’ altra questione , che sta assumendo proporzioni rilevanti , ed è quella del Titolo di Studio , dell’ Abilitazione Professionale e delle competenze degli Infermieri . Una volta il Titolo di Infermiere Professionale equivaleva ad un Diploma di Scuola Media Superiore , poi c’ erano gli Infermieri “generici” che facevano solo un corso di un anno . I “generici” sono scomparsi , sostituiti dagli OSS . I “professionali” invece devono fare tre anni di Università ( dopo la Maturità) , ai quali possono seguire altri due anni di “Magistrale” . Ricordiamo che , per diventare Medico , si deve seguire un corso a ciclo unico della durata di sei anni, che , adesso , qualcuno ha ipotizzato di ridurre a cinque , e meno male che andiamo avanti . All’ infermiere con Laurea Magistrale è legittimamente attribuito il titolo di “Dottore” . A questo punto l’ Infermiere non è più , come una volta , un mero subalterno del Medico , ma ha acquisito una Figura Professionale propria. Peccato che la Magistratura non l’ abbia ancora capito , e , quando succede qualcosa , continui ad andarsela a prendere col Medico . Se ciascuno , Medico ed Infermiere , stesse al suo posto , non dovrebbero sorgere problemi . La diagnosi , la terapie e le operazioni chirurgiche spettano al Medico . L’ Infermiere è responsabile del cosiddetto “nursing” , deve cioè sorvegliare il paziente , riferire al Medico l’evoluzione clinica del caso , praticare le terapie e preparare l’ ammalato agli accertamenti ed alle operazioni da eseguire. All’Ospedale Maggiore di Parma c’ è un Reparto di Lungodegenza senza personale medico . E’ gestito da Infermieri , che chiamano un Medico solo quando lo ritengono necessario. Se ciascuno stesse al suo posto non dovrebbero sorgere problemi , ma , purtroppo , qualcuno che sconfina , qualche volta c’ è , e possono allora sorgere sgradevoli conflitti. E’ da tempo allo studio del Parlamento una radicale riforma degli Ordini Professionali , con la quale si progetta di unificare in un’ unico Ordine tutti gli Operatori Sanitari . Todos caballeros !

    • Vercingetorige ha detto:

      Pensate che , se si realizzasse il progetto di riforma degli Ordini Professionali , con la confluenza in un unico Ordine di tutti gli Operatori Sanitari , Odontoiatri ed Odontotecnici potrebbero perfino finire nello stesso Ordine , e , allora , va avanti ti , ché a mi am scapa da rìdor !

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