La Regione si piega ai cacciatori: nessun rinvio stagione venatoria

La lobby della caccia è più forte del buon senso e del rispetto che sarebbe dovuto all’ambiente. La Regione Emilia-Romagna – nonostante le parole di senso contrario di pochi giorni fa – ha deciso di confermare l’apertura della caccia per domenica prossima, 17 settembre.

Le autorità che vigilano sullo stato degli ecosistemi e tutte le principali associazioni ambientaliste italiane hanno scongiurato i governatori delle Regioni italiane di rimandare la stagione venatoria (LEGGI QUI), perché lo stress di mesi e mesi di siccità e incendi hanno pesantemente colpito le popolazioni di animali selvatici. Danni che necessitano di lunghi periodi per essere assorbiti.

Ma l’Emilia-Romagna preferisce fare finta di nulla, pur di non mettersi di traverso ai desideri del popolo delle doppiette. L’assessore Simona Caselli aveva annunciato un possibile rinvio della stagione di caccia, o almeno una riduzione degli orari in cui si potrà andare in giro ad ammazzare bestie. Invece nulla. Con la scusa che son venuti due temporali, i cacciatori potranno battere boschi e prati come se la siccità che abbiamo patito da mesi sia stata solo una favoletta.

5 Commenti

  1. on. Michela Vittoria Brambilla ha detto:

    In un Paese dove si ferma tutto, solo la caccia non si ferma mai. Rifletta il ministro Galletti ed attivi i poteri del governo per sostituirsi all’inerzia delle Regioni e sospendere in extremis la stagione venatoria.
    Per togliere alla lobby della caccia e delle armi la protezione di cui gode non c’è altra via che mandare a casa chi svende a pochi il patrimonio di tutti. Ecco il perché di una grande novità: un partito che per la prima volta, nell’agenda di governo, dà priorità alla tutela degli animali e dell’ambiente, chiedendo per prima cosa che siano riconosciuti in Costituzione come “esseri senzienti” e proponendo, tra l’altro, un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico che non sia semplicemente l’elenco dei cantieri aperti con le relative necessità economiche, ma finanzi effettivamente la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato a rischio di terremoti, frane, alluvioni. Non illudiamoci: ci vorranno vent’anni e tante ingenti risorse oltre ai 13 miliardi già programmati e non spesi. D’altra parte, a differenza di chi ci governa e si autodefinisce “ambientalista”, non possiamo tollerare di vivere in un Paese, dove, tra le altre iatture, sette milioni di persone sono esposte a catastrofi naturali, il Paese dei cento campanili e delle cinquecentomila frane, il Paese dove un temporale a Livorno fa gli stessi morti del passaggio dell’uragano Irma sull’intero stato americano della Florida, il Paese – sembra un indovinello – che brucia d’estate ed annega d’inverno.

  2. Fabrizio Callegari ha detto:

    questo articolo lo definirei vergognoso e offensivo per i culturi dell’antica disciplina dell’arte venatoria.

  3. arch. Vittorio Guasti ha detto:

    Articolo fazioso, integralista e ignorante ! Dipiace per il quotidiano si associ a tanta volgare stupidità !!

  4. Mirco ha detto:

    2 parole da uno che ha il porto d’armi non per caccia ma per uso sportivo.
    Premessa importante per non essere scambiato per il solito anticaccia ideologico.
    La caccia può essere concepita solo per sopravvivenza, uccidere per sport vai a fare il tiro al piattello, in una società come la nostra che hai ogni tipo di carne in qualsiasi tipo di negozio, andare ancora nei boschi, che non ci sono più, a cercare 1 improbabile selvaggina naturale, che non c’è quasi più, è veramente 1 idiozia…e poi dicono che i cacciatori sono i primi ad amare l’ambiente…ma fatemi il favore….
    Se volete fare i rambo andate in siria a sparare, qua non siamo più nel 1800.

  5. Vercingetorige ha detto:

    Attualmente (come dimostra anche il tono di questo articolo ) , la “lobby” degli animalisti-ecologisti va più di moda , fa più gazzarra e procura più voti della “lobby” dei cacciatori . Detto da uno che non ha mai sparato ad un animale , e non intende farlo . E speriamo che oggi , con l’ arrivo a Parma del Circo “Nando Orfei” , con il suo zoo di animali esotici , non si debba vedere il solito squallido spettacolo di quattro isterici esagitati , che l’ unico animale che hanno visto , è un gatto castrato su un divano , a spaventare genitori e bambini che vogliono vedere lo spettacolo in allegria , e a sabotare il lavoro , durissimo e mal pagato , di chi lavora nel Circo , tra cui artisti molto più bravi e sacrificati di quelli che ingombrano i teleschermi tutti i giorni !

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