La nuova legge urbanistica: Emilia verso zero consumo suolo

Consumo di suolo a saldo zero, rigenerazione urbana per valorizzare lo spazio pubblico, semplificazione delle procedure: sono questi i punti di forza del nuovo progetto di legge urbanistico regionale presentato oggi in Commissione territorio, ambiente, mobilità presieduta da Manuela Rontini. La legge dovrebbe essere approvata in Aula entro settembre 2017, come sottolinea anche l’assessore Raffaele Donini, in modo che entro 3 anni tutti i Comuni possano iniziare ad attuare il nuovo Piano urbanistico generale (Pug) che sostituirà i vari Psc, Rue, Poc e Poa.

Consumo di suolo saldo zero. Il nuovo piano urbanistico generale (Pug) fissa al limite del 3% il consumo di suolo urbanizzato al 2050, come stabilito dalle direttive europee. Obiettivo ambizioso, visto che oggi siamo già al 10% di utilizzo urbano del suolo, ovvero 2.280 chilometri quadrati. Le uniche espansioni permesse saranno dunque quelle riservate alle attività capaci di far crescere l’economia regionale: i nuovi insediamenti produttivi e gli interventi residenziali, ma solo se collegati a progetti di rigenerazione urbana. Non rientrano nel limite del 3%, rappresentando una deroga – come specifica Donini – parchi urbani, opere pubbliche, ampliamenti delle attività produttive esistenti, nuove imprese produttive di interesse strategico e fabbricati rurali. Sarà possibile costruire nuovi fabbricati produttivi solo se funzionali all’impresa agricola e sono previsti incentivi per la demolizione di quelli dismessi e non più funzionali.

I Comuni avranno tempo tre anni per adeguare i propri strumenti urbanistici: in questo periodo potranno, con un atto di indirizzo, salvare alcune previsioni che però non rientreranno nella quota del 3% – come chiarisce l’assessore Donini ad una domanda specifica di Giulia Gibertoni (M5s).

Manuela Rontini (Pd) apre una riflessione sulle grandi superfici commerciali, in questi anni aumentate nella nostra regione, e su come bisognerebbe tenere vivi i centri storici.

Qualificazione patrimonio edilizio. Fra i punti più importanti della legge, quello di proteggere e riqualificare il patrimonio edilizio per “valorizzare lo spazio pubblico”, adeguando gli edifici già esistenti ai nuovi standard di sicurezza sismica. Ad esempio, sarà sufficiente il consenso del 50% dei proprietari per imporre interventi di messa in sicurezza del territorio.

Risorse. I primi contributi regionali saranno di 30 milioni di euro per i progetti di rigenerazione urbana, da attuarsi entro il

2020. Sono poi previsti incentivi fiscali (riduzione del 20% del contributo di costruzione e abolizione del contributo straordinario) e volumetrici legati alla qualità del progetto. Per premiare la qualità verranno promossi concorsi di architettura e progettazione partecipata. “Sarà necessario chiedere alla Regione uno sforzo in più vista la crisi edilizia e i fallimenti di imprese del settore” è intervenuto su questo punto Massimilano Pompignoli (Lega Nord) relatore di minoranza del progetto di legge che “rivoluzionerà sicuramente il sistema urbanistico”.

Semplificazione legislativa. Sono state introdotte nella nuova legge anche molte semplificazioni per ridurre procedimenti, tempi di formazione dei piani e procedure di approvazione. Il nuovo assetto supera il sistema a cascata con una pianificazione di competenza: alla Regione il compito di definire gli obiettivi, gli indirizzi e le politiche per perseguire la tutela del valore paesaggistico, ambientale, culturale, sociale ed economico del territorio. Il Comune invece di gestire Psc, Rue, Poc e Poa si occuperà di un unico Piano urbanistico generale (Pug) e promuoverà accordi operativi.

Legalità. Per garantire trasparenza e legalità viene disposto che gli accordi operativi debbano avere una clausola di nullità in caso di riscontro di infiltrazione mafiosa.

Progetto di legge disciplina edilizia. Abbinato al progetto di legge urbanistico, c’è anche quello edilizio attuativo delle norme nazionali ‘Madia’, che prevedono, in sintesi, una semplificazione del procedimento amministrativo con l’uniformazione della modulistica e la raccolta delle pratiche da parte degli sportelli amministrativi. Galeazzo Bignami (Fi) è intervenuto per aggiungere che, in caso di ritardi e irregolarità, anche le pubbliche amministrazioni possano avere la certezza delle sanzioni.

2 Commenti

  1. rodolfo ranzani ha detto:

    Le preoccupazioni del consigliere Alleva, sono in parte condivisibili; peraltro, ribadita a mio avviso una sostanziale ragionevolezza e quindi la positività in linea di massima del progetto, potranno certo introdursi correttivi, idonei a fugare i rischi connessi alla intromissione di interessi privati con le finalità di interesse pubblico: problema questo, da sempre purtroppo presente nelle discipline di carattere urbanistico-territoriale. Quanto alla semplificazione amministrativa, se ne parla da oltre vent’anni (Bassanini docet): speriamo sia la volta buona. Grazie alla Redazione per lo spazio concessomi.

  2. Piergiovanni Alleva, consi. reg. l'Altra Emilia-Romagna ha detto:

    Il piano urbanistico regionale presentato per sommi capi oggi in commissione dall’assessore Donini conferma tutte le preoccupazioni individuate dagli urbanisti e dagli esperti che hanno preso parte al convegno tenuto il 3 febbraio scorso in Regione su questo argomento.
    Da parte mia oggi ho posto questioni sulla nuova procedura semplificata nella quale, accanto ad un solo strumento urbanistico, il PUG, vi sarebbe poi in fase attuativa un accordo tra la parte pubblica e quella privata secondo un modulo negoziale di cui sono evidenti i rischi di condizionamento della parte privata a possibile detrimento dell’interesse pubblico. Nutro inoltre non pochi dubbi circa le conseguenze dell’inutile decorso del termine perentorio dei sessanta giorni nel quale deve essere verificata la rispondenza tra l’accordo proposto e il PUG.
    Il timore è che sotto lo slogan della semplificazione possa nascondersi un sostanziale via libera ad un addensamento urbano anomalo spacciato come rigenerazione in una regione come la nostra già soffocata da troppo cemento e che soffre di un grave dissesto idrogeologico.

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