Tariffa rifiuti: “Atersir sia più trasparente”

Audizione in commissione congiunta Territorio e Bilancio della regione dei vertici dell’agenzia regionale Atersir per spiegare l’incremento delle tariffe. Maggiore trasparenza nel calcolo delle tariffe, una più repentina trasmissione dei dati e l’organizzazione delle gare d’appalto per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti: sono questi i punti cardine su cui si sono innestate le richieste dei consiglieri regionali ad Atersir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti. Domande e inviti rivolte ieri al presidente dell’Agenzia, Tiziano Tagliani (sindaco di Ferrara), e al direttore Vito Belladonna ascoltati in audizione durante le commissioni congiunte Bilancio (presieduta da Massimiliano Pompignoli) e Territorio (presieduta da Manuela Rontini).

“In questi ultimi anni- ha esordito Tagliani- ci sono stati diversi cambiamenti: la raccolta differenziata è passata dal 52,9 per cento al 60,7, questo dal 2011 al 2015, e soprattutto sono stati dimezzati i rifiuti che arrivano in discarica”. Premesse, queste, che servono a Tagliani per introdurre l’argomento che tocca più da vicino Comuni e cittadino: l’aumento delle tariffe. “Oggi sono stati introdotti nella costruzione delle tariffe del servizio anche il contributo per il ‘post mortem’ delle discariche, il costo dell’esenzione per i comuni nel cratere del sisma (10 milioni di euro in totale) e il conguaglio sull’indifferenziato che va smaltito. Tutto questo in una logica di miglioramento del servizio fornito e di una omogeneizzazione delle tariffe. L’incremento dell’1,4 per cento a tonnellata ci pone comunque al di sotto della media nazionale e anche a quella del Nord Italia. Nella tariffa finale che arriva al cittadino però incidono anche le peculiarità di ciascun gestore: in regione abbiamo 17 aziende che smaltiscono i rifiuti dei 336 Comuni, si va dalla società quotata in borsa a quella in house. Il Piano economico finanziario (Pef) viene perciò costruito sulla rendicontazione, in questo caso del 2015. La tariffazione è sempre più bassa della rendicontazione”.

Ma sulla costruzione della tariffa, spiegata nel dettaglio dal direttore Belladonna, sono tanti i dubbi dei consiglieri. Andrea Bertani del Movimento 5 stelle, ha sottolineato come “i 336 comuni non sanno cosa sono i numeri presentati. Non conoscendo i dettagli non possono capire dove investire e come ridurre i costi. Il tema che ci preme è il rapporto tra Comuni e Atersir. Un Consiglio comunale non può deliberare la Tari fidandosi ciecamente di un lavoro istruttorio fatto a monte. Si deve capire come informare adeguatamente i Comuni”.

Focus sulla provincia di provincia di Forlì-Cesena per Massimiliano Pompignoli della Lega Nord che ha ricordato come ci sono “27 sindaci in quel territorio che hanno votato ‘no’ alla proposta di tariffa di Atersir. Però, viste le spiegazioni, visti i tre incontri svolti, li dovremmo incontrare perché magari non è stato compreso il metodo di calcolo utilizzato”. Il costo del servizio per la provincia di Forlì-Cesena, ha ricordato Belladonnna, non è aumentato rispetto all’anno scorso. “Sono altri costi come il post mortem e il conguaglio dell’indifferenziata, che hanno portato all’incremento”.

Tommaso Foti, consigliere di Fratelli d’Italia-An, ha invece posto l’accento sulla messa a gara dei servizi: “Atersir vuol fare le gare o garantire la proroga degli attuali gestori? Non si capisce. Siamo arrivati alle proroghe delle proroghe e questo non è ammissibile. Iren quando potrà partecipare a gara per i rifiuti di Parma e Piacenza?”, ha domandato.

Lia Montalti e Valentina Ravaioli del Partito democratico, pur ammettendo il malessere dei sindaci e una “mancanza di chiarezza sui dati”, hanno rilanciato chiedendo “un rafforzamento dell’Agenzia, vista la mancanza di personale, per stare più vicino ai Comuni e un maggior dettaglio dei dati in modo da mettere nero su bianco tutta la filiera dei costi”.

Mentre è stato Giuseppe Boschini (Pd) a ricordare come ad Atersir manca “personale e l’Agenzia deve aver a che fare con una materia complessa”. E sulla stesura della tariffa ha aggiunto: “Nella costruzione dei bilanci comunali si generano fattori diversi da quelli che accadono nei Piani economici e finanziari”. Infine Paolo Zoffoli, sempre del Pd ha criticato la campagna mediatica sull’Agenzia, anche se ha ammesso “le perplessità dei comuni per gli scarni dati e la tempistica con cui sono arrivati”.

Un Commento

  1. grillo sparlante ha detto:

    Quindi da quanto riportato quì sopra si evince che il Comune di Parma non è responsabile dei ritardi della gara di appalto? Urca, spiegatelo ai politici pd o ai civici ma anche a quelli di destra che continuano ad addossare le colpe al comune di parma…

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