Comune di Parma ha 400 mln di debiti. Erano 800 mln nel 2011

Giunti alla fine del mandato possiamo annunciare un risultato che ci rende orgogliosi del lavoro svolto da quest’amministrazione: il debito di Parma è stato dimezzato. Da una situazione di partenza di 807.832 milioni di euro nel 2011, il debito consolidato del Gruppo Parma, al netto delle elisioni infragruppo, è sceso a 400.874 milioni al 31 dicembre 2015, ridotto esattamente del 50,38%. E nel 2017 calerà ulteriormente al 60% dell’indebitamento ereditato a inizio mandato.

Mettere a posto i conti non è stato semplice ma, attraverso un percorso responsabile e oculato, il Comune di Parma ha azzerato i propri debiti verso i fornitori, ridotto a 122 milioni di euro quelli contratti per mutui verso le banche e, non da ultimo, rispettato i vincoli sui pagamenti nella pubblica amministrazione.

Tutto ciò a fronte dell’aggravio dei tagli da parte del Governo centrale che ogni anno ha decurtato i trasferimenti agli Enti locali. Manovre che, dalla riduzione del fondo Imu e Tasi, alla Legge di Stabilità 2015, hanno un’incidenza sulle casse del Comune di Parma stimata in un taglio di oltre 36 milioni di euro per il bilancio 2017. Nonostante il venir meno di risorse così importanti in questi anni, il bilancio del Comune di Parma, non ha rinunciato alla qualità e alla quantità dei servizi per i cittadini, prevedendo inoltre, ove possibile, sgravi fiscali e agevolazioni per sostenere, con una serie di operazioni chirurgiche le fasce più deboli. Esempio ne è il fondo per le bollette insolute a sostegno dei nuclei in difficoltà economica, raddoppiato da quest’amministrazione nell’ultimo bilancio.

Tassello fondamentale dell’operazione di risanamento delle casse comunali è stato il lavoro sulle società partecipate, i cui debiti avrebbero potuto portare a ripercussioni pesanti sul bilancio dell’Ente. Nel caso più unico che raro di un Comune con sei società partecipate coinvolte in piani di ristrutturazione del debito, abbiamo riportato la situazione in pareggio. Guidati da una logica di utilità ed efficacia, abbiamo deciso di liquidare quelle che erano scatole vuote e inutili per far rientrare i debiti e sanare le società realmente da salvare, come, ad esempio, il Centro Agroalimentare. Una riorganizzazione che ha portato alla chiusura di un terzo delle società, svolta secondo criteri di sostenibilità economica ed utilità strategica: emblematico è il caso della Holding Stt, che, grazie all’ultima operazione approvata martedì in Consiglio comunale, è stata snellita rispetto alle nove società originarie con il risultato dello stralcio di 25 milioni di euro di debito a cui si aggiungeranno ulteriori 50 milioni di debiti in meno quando l’intera operazione Stt sarà conclusa.

Si tratta di traguardi che non sarebbe stato possibile raggiungere senza prima aver recuperato una credibilità per Parma agli occhi dei creditori, all’interno e fuori dalla nostra città. Traguardi che, è bene ricordarlo, sono stati votati e resi possibili con le sole forze della maggioranza a sostegno di quest’amministrazione. Ed è grazie al lavoro di quest’amministrazione, all’effetto di una gestione attenta, se oggi, in campagna elettorale, tutti i candidati possono parlare di progetti per Parma e non più di rischio default.

Oggi riconsegniamo una città con i conti a posto, equilibrata e stabile economicamente. Una città che vogliamo portare verso nuovi importanti traguardi, perché è da qui che si riparte rilanciando sul futuro.

Effetto Parma

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