La Mutti acquisisce Copador. Rilancio di 1 milione

E’ Mutti ad aggiudicarsi l’asta per l’acquisizione di Copador. Un matrimonio fra due delle industrie più grandi del settore del pomodoro.

Come noto, nelle passate settimane una crisi finanziaria legata ad acquisizioni non sostenibili (LEGGI QUI) ha costretto il consorzio Copador – con sede a Collecchio, ma legato all’intera provincia di Parma e territori limitrofi (LEGGI QUI), dove sono prodotti i pomodori qui trasformati – a presentare una richiesta di concordato in Tribunale. Una situazione di grave pericolo per la sopravvivenza di Copador, dove lavorano centinaia di persone fra dipendenti e operai stagionali. Sembrava davvero che la campagna 2017 potesse saltare e con lei un’intera filiera.

Ma due operatori del settore si sono fatti avanti per salvare Copador. Assieme a Mutti, si era detta interessata ad acquisire il consorzio anche Casalasco. Per scegliere il nuovo padrone di Copador è stata indetta una formale procedura, gestita dai commissari nominati dal Tribunale di Parma. Il confronto è stato vinto dalla Mutti.

Per ora, Copador è solo affittata a Mutti, ma con l’impegno di un acquisto a novembre. Per l’affitto di una stagione verranno pagato 2,2 milioni di euro. la base d’asta era di 1,2 milioni di euro. Per l’acquisto definitivo la somma stabilita dai commissari è di 25 milioni di euro, un quarto dei debiti lasciati dal consorzio.

6 Commenti

  1. Vercingetorige ha detto:

    Che tante famiglie che vivono lavorando per la “Copador” si siano salvate da un disastro incombente è motivo di sollievo e di gioia. Ciò premesso , speriamo che l’ industria conserviera produca le sue salse utilizzando i pomodori coltivati nei nostri campi , e non “pastoni” provenienti da chi sa dove. Come ha detto “grillo sparlante” la Mutti non è a Traversetolo , ma a Piazza di Montechiarugolo.

  2. sen. Giorgio Pagliari, on. Patrizia Maestri ha detto:

    Il felice esito dell’asta di Copador, conclusasi con l’affitto di ramo d’azienda da parte della Mutti S.p.A. di Traversetolo, è una notizia positiva per l’intero territorio. Il pensiero è infatti rivolto non solo ai tantissimi lavoratori, stagionali e non, impegnati presso l’azienda di Collecchio, che hanno vissuto mesi di ansia e oggi possono tirare un sospiro di sollievo. La notizia è positiva per le centinaia di aziende agricole pronte, come ogni anno, a conferire alla Copador il pomodoro prodotto. Quell’oro rosso che nella food valley e nella sua cultura alimentare unica al mondo ha un ruolo così importante, e che costituisce un tassello fondamentale dell’economia agricola parmense. Gli investimenti messi a disposizione da parte della Mutti costituiscono una garanzia per il futuro dell’azienda, per il mantenimento dei livelli occupazionali e per i conferimenti da parte delle aziende agricole coinvolte. Una buona notizia, dunque, non solo per i diretti interessati ma per l’intera economia parmense.

  3. on. Giuseppe Romanini ha detto:

    L’esito positivo della procedura per l’affitto del ramo d’azienda di CoPadOr crea finalmente le condizioni per l’avvio della campagna del pomodoro 2017 e per la continuità produttiva dello stabilimento di Collecchio ponendo le basi per la salvaguardia dei livelli occupazionali e delle opportunità di conferimento del prodotto per gli agricoltori.
    La Mutti, che si è aggiudicata l’affitto e, al termine della durata del contratto, potrà esercitare un diritto di prelazione per l’acquisto, è un’azienda importante e ha tutte le caratteristiche per rilanciare lo stabilimento di CoPadOr con nuovi investimenti e sinergie che sapranno creare valore aggiunto per il nostro territorio e per tutto il comparto del pomodoro da industria. Fa piacere sentire dalle parole di Francesco Mutti che vi è molta determinazione in tal senso.
    Non posso non ringraziare il giudice Rogato e i commissari giudiziali Frijio e Bertozzi per l’efficacia e la tempestività con cui hanno condotto e stanno conducendo la procedura di concordato; il loro lavoro è stato fondamentale per traguardare il positivo risultato di ieri, un vero e proprio momento di svolta che consentirà di dare nuovo slancio a tutta la filiera del pomodoro. Una filiera per la quale sono maturi i tempi per un riconoscimento formale di distintività nel panorama del Made in Italy attraverso l’indicazione di origine in etichetta, progetto per il quale mi sento personalmente impegnato.

  4. NewCo ha detto:

    Ecco! Arrivano nuovi padroni, che bello sarà passare davanti lo stabilimento e vedere cancellata la scritta COPADOR e al posto Mutti!

  5. grillo sparlante ha detto:

    La Mutti non è di traversetolo

  6. Mario Marini, pres. Confagricoltura Parma ha detto:

    Esprimiamo soddisfazione per una positiva soluzione della vicenda Copador di Collecchio, per di più nel segno della parmigianità attraverso l’affitto di ramo d’azienda da parte della Mutti Spa di Traversetolo.
    Il primo pensiero va al centinaio di aziende agricole che, già nel non facile contesto della coltivazione del pomodoro da industria, attendevano un segnale positivo per poter salvare la campagna 2017 nonché alle centinaia di dipendenti fissi e stagionali. La salvezza di Copador significa dare prospettive a tante famiglie del nostro territorio. L’auspicio ora è che questa soluzione tutta parmigiana permetta di dare un nuovo impulso alla filiera del pomodoro da industria, che vede in Parma e Piacenza i territori maggiormente vocati, partendo dalle solide basi rappresentate da Mutti Spa, azienda che si è sempre distinta per professionalità e lungimiranza nel settore agroalimentare.

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