Le prime verità sulla ciminiera di strada S.Margherita

Da due anni mi batto per dare voce ai residenti delle zone limitrofe all’impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita, i quali lamentano accensioni continuative, con emissioni e con odori nonostante a suo tempo Iren avesse garantito che la messa in funzione dell’impianto doveva essere accessoria e saltuaria rispetto all’erigendo Paip.

Nel 2015 l’azienda mi aveva risposto pubblicamente che “Le caldaie dell’impianto di strada Santa Margherita, ed anche quelle di Via Lazio, vengono accese principalmente in orario mattutino e nei mesi più freddi per sopperire ai picchi di domanda del calore”.

Di fronte a foto inequivocabili, che allego, che dimostravano il contrario a febbraio di quest’anno ho sottoposto all’assessore Folli una nuova interrogazione alla quale questa volta ha risposto, poco coraggiosamente e abdicando al ruolo di difensore della cittadinanza, inviandomi “i riscontri a firma del Direttore Produzione Termoelettrica Iren Energia S.p.A. Enrico Clara e del Responsabile della Struttura Autorizzazioni e Concessioni Arpae di Parma Paolo Maroli dettaglianti nello specifico le risposte ai quesiti da lei posti”.

E qui, sorpresa, la questione che emerge è ben diversa da quanto sempre sostenuto dal duo Folli & Iren.

Per cominciare Arpae sottolinea che l’autorizzazione “non prevede limitazioni temporali al funzionamento dell’impianto”, gettando alle ortiche quanto è stato detto e garantito a suo tempo ai residenti della zona. Un po’ sulla falsariga di quanto avvenuto con l’inceneritore di Ugozzolo, quello che doveva accogliere solo i rifiuti della nostra provincia. Non solo, la relazione precisa che nel 2016 la centrale è stata accesa in modo continuativo da inizio anno fino al 4 febbraio e dall’8 dicembre fino a metà febbraio 2017, mettendo definitivamente nero su bianco che quanto mi fu risposto nel 2015 era quantomeno approssimativo.

Infine di fronte alla segnalazione di un cittadino che lamentava “…aria irrespirabile e fuliggine nera sui balconi” ed “odori nauseabondi di fumo/combustione da quando la centrale Iren è ripartita” Arpae dimostra di brancolare un po’ nel buio e si spinge a ricondurre tutto a fumi di camini a legna e falò in cui sono stati bruciati i risultati degli sfalci e delle potature. Possibile che i cittadini scambino per odori nauseabondi semplici fumi da camini?

Iren, nella propria risposta, invece si impegna in una lunga elencazione di accordi, di protocolli e di rimandi autorizzativi dai quali si evince che, rispetto agli ossidi di azoto e al monossido di carbonio, “nessun valore medio orario supera del 25% il relativo valore limite di emissione sopra riportato”.

Ma non avevano detto che era “semplice vapore acqueo”, quello prodotto? Tralasciamo poi il fatto che la multiutility ammette la possibilità di sforare il limite di ben un quarto dei valori imposti come soglia.

La morale della vicenda è che la verità con questa amministrazione della trasparenza è sempre un optional che va ricercato con determinazione, a dispetto di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.

Allego la mia interrogazione in forma scritta, la risposta dell’assessore Folli e quella dei due enti interpellati, unitamente alle foto dei cittadini residenti in quella zona, perché ciascun parmigiano rifletta sulla sincerità delle promesse di alcuni politici e degli enti quando necessitano di qualche assenso e di come ad essa successivamente corrisponda una mancanza della parola data.

Roberto Ghiretti

Parma Unita

Un Commento

  1. grillo sparlante ha detto:

    Ma ghiretti quando era assessore d’overa? Solo adesso si accorge del problema? Comunque siamo tranquilli, tra poco dopo 5 anni riprenderà a fare la pulizia del torrente parma completa di servizio fotografico…. Come mai solo ogni 5 anni?

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