Attila Alberti e Luciano Filippelli: Parma non dimentica le vittime di Mario Scelba

Era il 22 marzo del 1950 quando Attila Alberti e Luciano Filippelli caddero sotto gli spari della polizia al termine di una manifestazione organizzata dalla Camera del Lavoro. Come noto, Alberti morì sul colpo, all’angolo di strada Repubblica con borgo Sant’Ambrogio, mentre Filippelli, condotto in carcere, venne torturato e morì a causa del diabete che i secondini non gli permisero di curare. All’epoca era ministro degli Interni Mario Scelba, passato alla storia per la sua politica di repressioni delle forme di manifestazione popolare, grande nemico di comunisti e socialisti.

Per non dimenticare il loro sacrificio e le lotte di quegli anni, che costituiscono le fondamenta su cui si sono costruiti le conquiste e i diritti dei lavoratori che i ricorsi della storia tornano di fatto a mettere continuamente in discussione, alle ore 9.30 di martedì 22 marzo, avrà luogo la consueta commemorazione, con deposizione di fiori, al cimitero della Villetta presso le lapidi.

Nella stessa mattinata, alle ore 11.00, si svolgerà la celebrazione ufficiale con deposizione di una corona di fiori presso il luogo dell’eccidio in strada Repubblica, angolo borgo Sant’Ambrogio, dove è collocata la targa commemorativa dell’evento, alla presenza del segretario generale della Cgil di Parma, Massimo Bussandri, e delle autorità cittadine.

5 Commenti

  1. Almerindo Frezzani ha detto:

    Le vittime della violenza non hanno credo. Non hanno ceto. Non hanno appartenenza. Calpestarne la memoria è sempre un atto di infamia. Bisognerebbe che qualcuno se lo ricordasse… Anche se non stava proprio dalla stessa parte. O non condivideva affatto i medesimi ideali.

  2. Vercingetorige ha detto:

    Negli stessi giorni del 1950 un gruppo di disoccupati , esasperati ed inferociti , riuscì a fare irruzione nell’ ufficio del Presidente dell’ Unione Parmense degli Industriali , Zanlari , e gli spiegò , molto concretamente , il proprio punto di vista sulla “rivoluzione industriale” . Naturalmente i Sindacati deplorarono l’ accaduto ( e come potevano fare ad approvarlo ? ) . Ma , a quei tempi , il Popolo era in piazza , mica davanti al computer , e il Popolo in piazza faceva paura . Oggi , quattro sfigati virtuali non fanno paura a nessuno.

  3. Vercingetorige ha detto:

    Beh , insomma , “vittime di Mario Scelba” , mi sembra un po’ troppo semplicisticamente riduttivo. Di sedicenti “editorialisti” che fan papocchi in prima pagina ne abbiamo già abbastanza !

  4. Rizzi Federico Rizzi Federico ha detto:

    All’epoca era ministro degli Interni il democristiano Mario Scelba

    • Vercingetorige ha detto:

      L’ ha letto l’ articolo , signor Rizzi ? Comunque è vero : Ministro degli Interni era il famoso onorevole Scelba , molto amato dalle Forze dell’ Ordine ( che copriva , qualunque cosa facessero ) , e dalla Destra , per la sua furiosa crociata anticomunista. Formò un vero e proprio piccolo esercito , armato di tutto punto ed inquadrato militarmente , alle dirette dipendenze del suo Ministero , il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza , ora disciolto ed assorbito nella Polizia di Stato, con lo specifico compito di combattere contro i Comunisti nelle piazze. Anche i Carabinieri formarono i loro Reparti di Ordine Pubblico , ma rimasero alle dipendenze del Ministero della Difesa. Probabilmente tutto rientrava nel contesto di quanto previsto da clausole segrete ( ancor oggi non pubblicate ) del Trattato di Pace con gli Stati Uniti , con cui veniva imposto all’ Italia di non consentire mai ai Comunisti di entrare nel Governo del Paese . Altri tempi ! Il Papa Pio XII era terrorizzato dai Comunisti . Telefonava quasi tutti i giorni all’ Ambasciatore americano , chiedendogli se c’ erano movimenti sospetti di truppe bolsceviche sui confini del Friuli , e l’ Ambasciatore doveva tranquillizzarlo. La NATO formò apposta una Struttura segreta , la famosa “Gladio” , che sembra abbia dato inizio agli anni del terrorismo , compiendo l’ attentato di piazza Fontana ,non appena ci fu una timida apertura verso Sinistra , con la cooptazione nel Governo del Partito Socialista. Qualcuno mette in relazione quelle clausole segrete con l’ eliminazione dell’ onorevole Moro , quando progettò , d’ intesa con Enrico Berlinguer , il “Compromesso Storico” , e l’ ingresso del PCI nell’ Area di Governo. Morto Moro , morto il “Compromesso Storico”. Gli incidenti in cui morì Attila Alberti e fu arrestato Luciano Filippelli avvennero durante una manifestazione di protesta contro i disordini che , nei giorni precedenti , avevano insanguinato altre parti d’ Italia , provocando vittime. Succedevano cose mai chiarite. Per esempio , durante i disordini c’ erano individui , mai identificati , che sparavano sui manifestanti dalle finestre e dai tetti. Non si è mai saputo chi fossero . Parma , allora , era una città “rossa” , ritenuta pericolosa. Il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza , oltre a fornire il personale di supporto alla Questura , ed al Commissariato di Oltretorrente ( abolito) , aveva il Reparto Celere , nella caserma di borgo Riccio , ed il XX Reparto Mobile in Pilotta ( soppresso ) . I Carabinieri avevano un Reparto di Ordine Pubblico , il Nucleo Autocarrato , nella “caserma carrozze” , in viale San Michele , dove adesso c’ è l’ Università . Sembra che Attila Alberti sia stato ucciso da una raffica di mitra sparata da un Agente della “Celere” , che mi pare sia stato condannato in primo grado , ma poi assolto ( e ti pareva ! ) nei successivi gradi di giudizio . Luciano Filippelli fu invece rinchiuso nel carcere di San Francesco , dove morì una decina di giorni dopo . Aveva un diabete giovanile di “tipo 1” , insulinoprivo, per il quale doveva iniettarsi insulina tutti i giorni , che sembra , in prigione , non gli sia stata data. Mi fate tornare indietro a cose che mi angosciano ancora oggi.

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