Trenitalia: “Intercity pendolari soppressi tornano solo se paga lo Stato”

Per i pendolari che ogni giorno affollavano l’Intercity 583 potrebbe esserci una nuova speranza. La soppressione decisa da Trenitalia potrebbe infatti non essere definitiva. A dirlo rispondendo ai parlamentari parmigiani Giorgio Pagliari, Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini è stato l’amministratore delegato di Trenitalia Barbara Morgante. “La quasi totalità dei servizi Intercity è inserita nel Contratti di Servizio stipulato tra Trenitalia e lo Stato – afferma infatti in una missiva – La caratteristica dei treni oggetto del suddetto Contratto è quella di non essere economicamente sostenibili da parte di Trenitalia e, quindi, lo Stato eroga corrispettivi in coerenza con quanto stabilito nel relativo Piano economico-finanziario, inserito anch’esso nel contratto. Fanno eccezione solo cinque coppie di IC – tra cui il 583 e il 590 – che vengono tuttora effettuati in regime di mercato da Trenitalia. Questi ultimi treni registrano oramai da anni perdite economiche estremamente rilevanti (che ammontano a diversi milioni di euro) e, pertanto, la nostra Azienda, non potendo continuare a sostenere l’onere, ne ha previsto la soppressione a partire dal 2017. In considerazione, comunque, della funzione prevalente dei suddetti collegamenti, rivolta al traffico pendolare, si sta lavorando con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sensibile al problema, per l’inserimento anche di questi dieci IC nel nuovo Contratto di Servizio 2017 – 2026, in fase di definizione finale in queste ore”.

“Si tratta di una notizia importante, ma non abbassiamo la guardia – affermano i parlamentari Pagliari, Maestri e Romanini – Attendiamo infatti di conoscere il contenuto del nuovo Contratto di Servizio, e soprattutto di verificare se e quando i treni in questione saranno ripristinati. Si tratta di servizi indispensabili per tanti pendolari che percorrono la tratta Piacenza Bologna e non solo. Senza questi due treni, infatti, rimarrebbe scoperta la fascia oraria 7:58 – 8:30, ovviamente fondamentale per chi deve raggiungere il posto di lavoro. Auspichiamo dunque che la soluzione sia rapida e si possa giungere ad una effettiva risposta in tempi brevi”.

2 Commenti

  1. Andrea Massari, sindaco di Fidenza ha detto:

    Ho scritto ai vertici di Trenitalia e al Ministro Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti) per sostenere l’azione di pendolari e parlamentari del territorio contro la cancellazione di corse ferroviarie Intercity molto importanti.
    La stazione di Fidenza è sempre più un punto di riferimento per un bacino molto vasto di studenti, lavoratori e comunque cittadini che utilizzano il treno per i loro spostamenti da e per la nostra Città. Lo dicono i dati sui volumi di traffico. La soppressione di corse Intercity come il 583 (partenza da Fidenza alle 7.58 e diretto lungo tutta l’asta emiliana) o il 590 che rientra a Fidenza alle 17.52, senza dubbio rappresentano un problema serio anche per il nostro scalo. Bene hanno fatto i parlamentari Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e Giorgio Pagliari ad intervenire su questa vicenda raccogliendo l’appello dei pendolari. Agli uni e agli altri voglio esprimere il mio ringraziamento e un supporto fattivo, sostanziato nell’invio di una lettera all’Ad di Trenitalia e a Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
    Certo, da Barbara Morgante, Ad di Trenitalia, è giunta una prima risposta, resa nota dai nostri parlamentari, che conferma l’intenzione del colosso ferroviario di arrivare ad una soluzione positiva, ma giustamente ora occorre conoscere il contenuto del nuovo contratto di servizio e avere la piena garanzia di non soppressione delle corse.
    A Trenitalia e al Ministero ho parlato come Sindaco di una Città in cui per la mobilità ferroviaria sono giunti importanti risultati lavorando concretamente col Governo ed Rfi. Risultati cui ne sommeremo altri per l’anno in corso, ivi compresi gli interventi di riqualificazione del fabbricato viaggiatori e il rialzo delle banchine sui binari passeggeri della stazione, che consentiranno una migliore fruibilità a tutti, a cominciare dall’utenza diversamente abile. Parliamo di milioni di euro di investimenti. Garantire un buon livello della mobilità ferroviaria a tutte le categorie di viaggiatori, a cominciare da quelle più sensibili, rappresenta quindi uno strumento per rendere queste conquiste davvero a servizio di tutti. Un Paese moderno che vuole una mobilità moderna, deve saper riconoscere tutto questo, tutelando servizi che sono a tutti gli effetti essenziali.

  2. Vercingetorige ha detto:

    “Trenitalia : intercity pendolari soppressi tornano solo se paga lo Stato” ! Perché . Trenitalia di chi è ? Chi la paga? Donald Trump ? Questo succede quando i “managers” perdono la trebisonda e vogliono gestire Servizi Pubblici essenziali come se fossero il banchetto sul mercato dell’ ambulante di Lodi , signor Bocconi. Una mentalità distorta che ha già prodotto danni devastanti , per esempio , nella Sanità . Ragionando negli angusti termini della signora Morgante , i piccoli paesi di campagna e di montagna , per non parlare delle fattorie isolate , non avrebbero allacciamenti alla rete elettrica , o alla rete telefonica , perché le spese degli impianti e della loro gestione non sono compensate dai ricavi.

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