Provincia: dopo il referendum vuole tornare a contare

La Provincia di Parma vuole tornare a contare. La vittoria del No al referendum di due mesi fa ha bloccato la soppressione dell’ente, che adesso – con un Consiglio appena eletto – si risveglia, rialza la testa e chiede di poter riprendere a governare.

“Dopo il referendum occorre affrontare il rilancio dell’ente – ha affermato oggi Gianpaolo Cantoni del Pd, durante la seduta di insediamento del nuovo parlamentino di Piazzale della Pace -, con una ridefinizione delle deleghe della Regione”. In particolare, la Provincia di Parma vorrebbe riavere il controllo delle politiche su agroalimentare, attività produttive collegate, turismo e cultura nel nostro territorio. Cantoni sostiene che la Provincia possa assumere un nuovo ruolo come supporto ai Comuni, in particolare per favorirne l’accesso ai finanziamenti europei.

“Due anni fa la situazione era molto complessa e incerta, come mai prima – dice il presidente Filippo Fritelli -. Oggi c’è un ente vivo, che seppure ridimensionato esercita ancora funzioni importanti, come strade e scuole e deve far fronte a una serie di scadenze, vincoli e norme importanti e di difficile gestione, che vanno dalle partecipate al patrimonio”.

Di fatto, comunque, la Provincia oggi ha metà dei dipendenti di due anni fa e problemi economici non piccoli: gli stipendi dei lavoratori rimasti sono stati pagati dalla Regione. L’istituzione, dal presente ancora incerto, dovrà trovare nuove risorse, come affermato anche da Gianluca Serpagli, segretario provinciale del Pd di Parma.

Emanuela Grenti, quale capogruppo di Insieme per Parma, ha espresso la disponibilità al confronto tra i gruppi per interpretare quel che è rimasto della Provincia, anche alla luce del risultato referendario, come un impegno istituzionale, nella consapevolezza delle risorse limitate, delle responsabilità pesantissime, e nell’interesse del territorio, con cui deve essere intensificato il rapporto.

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