Scuola Racagni: 140mila euro di spese impreviste

Spese impreviste per la scuola Racagni, riaperta lo scorso settembre dopo anni di lavori per ricostruire l’intero edificio. Con due differenti accordi, uno per ogni stralcio dei lavori del plesso di via Bocchi, il Comune ha riconosciuto all’impresa Sicrea 139.602 euro non previsti, per rimborsare lavori fatti durante la costruzione della scuola e non preventivati nel progetto. L’impresa aveva chiesto inizialmente 199.102 euro. Nel cantiere infatti non tutto è andato come previsto, soprattutto per la scoperta di strutture interrate, che hanno richiesto una bonifica e rallentato tutto il cronoprogramma dei lavori.

Non è questa l’unica spesa imprevista legata a cantieri chiusi di recente. Sempre il Comune di Parma ha infatti chiuso una transazione con l’impresa Olimpia Costruzioni srl di Forlì, che ha sistemato il fondo della pista di atletica Lauro Grossi in via Po, riconoscendole un importo di 27.921,62 euro più Iva oltre a quanto pattuito, sempre per esigenze di cantiere emerse in corso d’opera.

3 Commenti

  1. moreno ha detto:

    Osservo molte tue osservazioni e il più delle volte mi ritrovo della stessa opinione ma stavolta a rigor del vero devo darti due chiarimenti:
    a) le varianti ci stanno se sono opportunamente giustificate da lavori non preventivati e accidentali al processo di costruzione,
    b) l’adeguamento antisismico riguarda un edificio “esistente” mentre una costruzione “nuova” deve essere costruita ai sensi della normativa antisismica del 2008.
    Questo è quanto, alla prossima.

    • Vercingetorige ha detto:

      A ) Caro Moreno , tu sai bene però che la “variante in corso d’ opera” è uno strumento spesso usato dagli appaltatori per presentare , a saldo , un conto di importo superiore a quello col quale avevano vinto l’ appalto e spiazzato i concorrenti. Non è da oggi . E’ storia vecchia . Son capace anch’ io di vincere un appalto con base d’ asta , supponiamo , ad un milione di euro ,offrendomi di eseguirlo per 500000 euro , poi , alla fine , per le “varianti in corso d’ opera ” , presentare un conto di due milioni. Sia ben chiaro che io non intendo insinuare che questo sia avvenuto nel caso della “Racagni” o nel caso della pista del “Lauro Grossi” . Senza dubbio le “varianti” saranno state giustificate , ma non posso non osservare come siano diventate abituali in quasi tutti gli appalti. In questo modo si rischia di spiazzare quei concorrenti che avevano presentato preventivi più realistici.
      E’ quello che Paolo Pizzarotti lamenta essere successo alla sua Impresa nell’ appalto della “piastra” dell’ “Expo” a Milano.
      B ) Bene ! Allora , essendo la “Racagni” una costruzione “nuova” , gli esperti, per esempio , del Politecnico di Milano , o dello IUSS di Pavia , o del Consiglio Nazionale dei Geologi , non potrebbero che rassicurarci . Perché non volere il loro parere ?
      Grazie per la tua interlocuzione . Con l’ aria che tira negli ultimi tempi sui “siti web” di Parma , è stato un piacere. Alla prossima.

  2. Vercingetorige ha detto:

    E potevano mancare le “varianti in corso d’ opera” ? A me rimane il tarlo della domanda : è stato detto che la scuola è stata costruita con “criteri antisismici” . Invitiamo qualche esperto , ad esempio del Politecnico di Milano , o dello IUSS di Pavia , o del Consiglio Nazionale dei Geologi , per avere conferma ? A questa mia domanda qualcuno ha indirettamente risposto che , piuttosto che di “costruzione antisismica” , si dovrebbe parlare di “adeguamento antisismico” , però , ad Amatrice e dintorni , la scuola , l’ ospedale , alcune chiese , erano state sottoposte da pochi anni a lavori di “adeguamento antisismico” , ma son venuti giù alla prima scossa.

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