Pizzarotti, gli antifascisti con la bomboletta e i murales da difendere

“Purtroppo la deficienza non ha colore politico o appartenenza. Alcune persone profondamente tristi e ignoranti non rispettano neppure la bellezza”. Così il sindaco ex M5s di Parma, Federico Pizzarotti, difende alcuni murales dalle scritte ‘antifa’ che vi sono comparse sopra, in un post su facebook con diverse foto.

“Non puoi ammanettare quello che diciamo – si legge in una scritta – è come mettere un preservativo sulla lingua”. Altre recitano: ‘Acab’, ‘Zona antifa’, ‘Nazi in my town’.

“Ribelli da bar”, taglia corto il sindaco: “Sono più furbi loro con la loro piccola bomboletta. Probabilmente non fanno neanche un’ora di volontariato, ma si riempiono la bocca di parole come ‘rispetto’ o frasi fatte nemmeno sanno da chi. Farò analizzare le telecamere e se ci sono visi o altro, oltre alla dovuta denuncia, provvederò a farveli vedere in modo che le famiglie e i conoscenti sappiano che genere di persone siete.

Non l’avete vinta voi”: per ogni scritta annuncia la “bellezza” di un nuovo murale.

Il messaggio del sindaco Pizzarotti: “Purtroppo la deficienza non ha colore politico o appartenenza. Alcune persone profondamente tristi e ignoranti non rispettano neppure la bellezza. Sono più furbi loro con la loro piccola bomboletta. Probabilmente non fanno neanche un’ora di volontariato, ma si riempiono la bocca di parole come “rispetto” o frasi fatte nemmeno sanno da chi. Farò analizzare le telecamere e se ci sono visi o altro, altre alla dovuta denuncia, provvederò a farveli vedere in modo che le famiglie e i conoscenti sappiano che genere di persone siete. Non l’avete vinta voi, per ogni vostra scritta da “ribelli da bar” arriveremo cancellandola o con la bellezza di un murales. Perché all’ignoranza si risponde con ancora più contenuti”.

Un Commento

  1. almerindo frezzani ha detto:

    Quella dei “murales” o graffiti che dir si voglia è una vecchia storia. Irrisolta. Naturalmente non parlo di Parma. Alcuni li hanno elevati a stato dell’arte. A mio avviso, in precise situazioni, con cognizione di causa. Tal’altri li considerano ancora semplici “imbrattature” o peggio vandalismi rispetto agli arredi urbanistici. In tutti i casi fanno parte di un concetto di comunicazione e soprattutto di un modo di esprimersi generazionale. E comunque inarrestabile. Mi pare difficile dunque etichettare – come pare vorrebbe sostenere il ns. sindaco – murales “buoni” da quelli “cattivi”… Forse ci vorrebbe un po’ più di buon senso da parte di chi opera nelle sue scelte di vita e soprattutto quel rispetto altrui tanto decantato dalla moltitudine, ma poi inevitabilmente disatteso dalla maggioranza.

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