Il destino di Collecchio e le manovre francesi. Intervista ad Azione Parmalat. “Non vendere a meno di 4 €”

Da alcuni giorni, nel parco giochi della Borsa italiana il titolo Parmalat è salito sulla giostra. Oggi il listino ha chiuso con un valore di 3 euro ad azione, ben più di quanto non costava fino a pochi giorni fa, quando la holding Sofil ha annunicato una prossima nuova Opa. Sofil è la cassaforte della famiglia francese Besnier, che già controlla la multinazionale di Collecchio. Cosa sta succedendo dentro e dietro Parmalat? Quale sarà il suo destino? Abbiamo provato a chiederlo a qualcuno che conosce a fondo e studia con costanza questa azienda: Paolo Ugolotti, commercialista parmigiano, presidente dell’associazione Azione Parmalat, che rappresenta i piccoli azionisti dell’industria del latte.

Quale è l’obiettivo dei Besnier? A quale percentuale di capitale possono mirare e perché?

L’obiettivo dei francesi è delistare Parmalat, toglierla dal listino e togliersi anche di torno Consob, le minoranze degli obblighi informativi ed ulteriori regole di governo societario che loro detestano in quanto hanno un sistema decisionale ed operativo di tipo padronale. Sofil che ora ha circa l’87%  mira ad arrivare al 95% per poi comprare forzosamente il restante 5%, però su questo tema c’è un ulteriore scenario in cui Sofil arrivi al 90% e poi convinca Borsa Italiana a sospendere Parmalat dalle negoziazioni in assenza di flottante. Questa soluzione sarebbe veramente deprecabile ed a danno delle minoranze.

Sofil ha dichiarato che la nuova Opa renderà Parmalat più competitiva. E’ d’accordo?

La volta scorsa avevano detto che avrebbero fatto di Parmalat il Polo europeo del latte e come primo atto si sono comprati in casa Lag che commercia formaggio negli USA, senza dimenticare tutto quello che ne è seguito tra cause, esposti e ricorsi. Sul punto ricordo che tutt’ora è pendente una denuncia al Collegio sindacale proprio su Lag. Più che non essere d’accordo, non mi fido.

Da tempo in Italia ci lamentiamo della conquista straniera di grandi società come Parmalat. Cambia qualcosa se i francesi dalla maggioranza assoluta passeranno al 100% del capitale?

Questa domanda dovrebbe farla ai sindacati che peraltro hanno già manifestato tutta la loro preoccupazione. Piuttosto si dovrebbe interrogare il Paese ed anche la Consob perché questo ritengo sia l’esame finale se la Borsa Italiana è una Borsa oppure una Borsetta. Per essere più chiaro intendo far capire a tutti che se le cose si svolgeranno correttamente e saranno rispettati i diritti dei risparmiatori privati e dei grandi investitori istituzionali allora ci sarà fiducia nella nostra Borsa e potremmo attirare capitali sulle nostre aziende quotate altrimenti ci sarà un grave danno per l’Italia.

Quando sarà davvero avviata, lei consiglierà agli azionisti Parmalat di aderire all’Opa oppure no? E quale è il prezzo giusto di un’azione Parmalat?

Intanto i nostri attuali iscritti non hanno aderito alla vecchia opa quindi si aspettano molto,  prima di consegnare le azioni (le quali ricordo sono il frutto della conversione forzosa dei bond truffa venduti dalle banche ai privati). In secondo luogo attendiamo  tutti i passaggi ma allo stato attuale diciamo no, in quanto ci allineeremo con i fondi esteri che sono molto più abili di noi e soprattutto più preparati: sia Gabelli  che Amber sono stati molto chiari, in particolare di Dr. Albano ha detto, motivandolo molto bene, minimo € 4.

L’annuncio della nuova Opa ha prodotto un rialzo notevole del titolo Parmalat. Che cosa si nasconde dietro queste manovre di Borsa? Forse un modo per costringere Sofil ad offrire di più? O un tentativo di ostacolare l’operazione francese?

Non c’è nessuna manovra, gli scambi sono genuini, lo dicono i volumi, piuttosto le grandi manovre sulla Maginot le stanno facendo i francesi, noi ci limiteremo a difendere alcuni principi cardine del mercato. Oggi il mercato e la vigilanza hanno la possibilità di rifarsi dopo le dormite del crack ed è evidente che vi sia un socio di controllo che sui numeri ed il business plan ha molte più informazioni del mercato. Sofil non deve offrire di più ma il giusto e pare che il mercato gli stia dicendo che il giusto è un altro prezzo. Questa non è un’OPA obbligatoria, quindi i francesi devono offrire quello che chiedono i soci non quello che vogliono spendere loro. Con tutte le grandi acquisizioni, con i loro manager di alto calibro oggi si abbassano i prezzi: troppo comodo.

2 Commenti

  1. Andrea Cogo Andrea Cogo ha detto:

    AUGURI — BENVENUTI NEL PAESE FOGNA — UDITE UDITE, SI INIZIA IL 2017 CON UN NUOVO TRIBUNALE CHE DA RAGIONE AI piccoli azionisti Parmalat e condanna la banca, a Treviso INVECE IL CONTRARIO, MINISTRO ORLANDO E MICHELONI CONVOCATI A TREVISOOOOO — 25 APRILE SAN MARCO in 500 000 a VENEZIA. CONTRO LA MALA E LENTA GIUSTIZIA ITALIANA e L’ INVASIONE — UN GRANDE GRAZIE A OSCAR GIANNINO E RADIO 24, per aver dato voce telefonicamente ai tanti truffati dalle banche /comitati parmalat-montepachi, il 30DIC 9.30 a radio 24 “E’ ORA CHE IL GOVERNO SI ASSUMA GRAN PARTE DELLE RESPONSABILITA DI 20 ANNI DI FOLLIE SU MPS, E LO STATO PONGA FINE A QUESTA STORIA SULLE BANCHE, RISTORANDO A TUTTI I PISPARMIATORI LA SOMMA FINO A 100 000euro truffati, O QUESTA SINISTRA E’ MEGLIO CHE NON SI PRESENTI PIU’ ALLE ELEZIONI PER 50 ANNI, ricordo su sparmalat che e’ stata montepachi a collocare sparmalat sui mercati con prestiti per coprire (nascondere) i buchi. RICORDO L’ AGONIA SUI TRIBUNALI DEI PROCESSI, PER UNA LENTA E MALA GIUSTIZIA ITALIANA –solo con MILENA GABANELLI Premier (PRESIDENTE DELLE LISTE CIVICHE e POPOLO DEL NON VOTO ) il paese puo’ uscire dalla fogna .-MOVIMENTO GIUSTIZIA facebook / COMITATI PARMALAT-MONTEPACHI 347 3076527

  2. Andrea Cogo Andrea Cogo ha detto:

    CONDIVIDO 4 EURO —– POTENZIALE PARMALAT 5 EURO CON UN GRANDE POLO ALIMENTARE ITALIANO

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