Nuova vita per la ex Kale, inaugurata la Laminan spa

Strette di mano e sorrisi oggi a Borgotaro, centro dell’Appennino parmense. “Terminate le ufficialità, l’azienda sarà lieta di condividere un momento conviviale insieme ai propri ospiti, top clienti e stampa internazionale”. Il brindisi è per l’inaugurazione del nuovo sito produttivo di Laminan spa a Borgotaro (PR), acquisito da Kale lo scorso dicembre.

Lo stabilimento di ben 44.000 metri quadrati sarà all’avanguardia per le tecnologie: ospiterà inizialmente un impianto completo dotato di un forno bicanale e potenzialmente potrà accogliere fino a tre impianti, moltiplicando esponenzialmente la capacità
Merito di chi ci crede ed investe i capitali, puntando con coraggio alle lastre ceramiche 1620x3240mm con spessore variabile fino a 12mm di ultimissima generazione, per dar vita alle grandi superfici ceramiche ideali per le applicazioni in architettura (si parla di un investimento in tecnologie di oltre 30 milioni di euro), ma anche un momento di verifica molto atteso per il sindacato che vuole il cambiamento ed oggi finalmente tocca con mano i risultati di molti mesi di grande impegno.
Un rilancio del sito produttivo in grande stile, una cosa rilevante sul piano occupazionale e per di più in un comune di montagna. Non si arriva a un risultato così (che è anche un punto di partenza) solo grazie alla intuizione di un investitore, occorre da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, lungimiranza, capacità di tenere insieme quelli che a un certo momento sembravano solo cocci. Fare squadra con tutte le istituzioni del territorio per conquistare una dotazione infrastrutturale adeguata, per esempio conquistando insieme un internet veloce sul serio. Oggi alla Cisl e alla Femca di Parma e Piacenza in effetti una certa soddisfazione è palpabile. non è stato tutto facile, non lo è neppure per i lavoratori: che si stanno riqualificando in un colossale percorso formativo che li vede impegnati in aula e nell’azienda a Sassuolo.
Presenti all’inaugurazione Germano Giraud e Massimo Pelizzari per la Femca Cisl e Federico Ghillani, Segretario generale Cisl Parma Piacenza.

LA STORIA
Lo stabilimento  Fincuoghi di Borgotaro entra nella pesante crisi produttiva del paese con poche speranza di ripresa. I marchi, la tecnologia e la professionalità del personale inducono una azienda turca, la Kale, a rilevare l’attività produttiva della famiglia Cuoghi a Borgotaro e a Sassuolo. Solo inizialmente sembra la panacea, per lo stabilimento e per la valle. I nuovi imprenditori turchi dopo una fase di avvio che poteva sembrare di investimenti duraturi,  dimostrano vero interesse solo per il valore dei marchi e del “Made in Italy”. Si arriva a metà 2015, quando viene comunicata la chiusura inderogabile del sito produttivo di Borgo Val di Taro. Un dramma per le 97 famiglie dei lavoratori ancora occupati. Un duro colpo che andava ad appensantire ancora di più la situazione occupazionale sul territorio montano. Si teme in quei momenti per la tenuta di tutto il tessuto, non solo sociale ed economico, della valle. “Un periodo critico, spiega Germano Giraud, il sindacalista che più ha seguito questa vicenda: tanto che temevamo finisse messa in discussione la sopravvivenza del nostro ospedale, delle nostre scuole. Nessuno voleva crederci ma nessuno ha perso la speranza, abbiamo fatto squadra: lavoratori, sindacato, istituzioni tutte. Temevamo che Kale volesse svuotare lo stabilimento degli impianti rendendolo non appetibile ad un possibile compratore, così, da subito, i lavoratori si sono organizzati in un presidio a tutela degli impianti durato ben 45 giorni, proseguito giorno e notte, dimostrando attaccamento al loro posto di lavoro”. Nonostante la grave situazione mai si sono verificati momenti di tensione, ma con fermezza e serietà si è continuata la lotta. A luglio 2015 sono terminati i due anni di cassa integrazione straordinaria. “Con la Regione, continua a ricordare Giraud, in tavoli di crisi sempre prontamente gestiti, condividemmo l’idea di trovare tempo per  attendere eventuali compratori. Furono concessi altri 5 mesi di cassa in deroga. In quel periodo si susseguirono trattative che piano piano svanivano nel nulla. Ma finalmente si arrivò al 10 dicembre 2015 quando, presso la sede di Confindustria Ceramica, firmammo le procedure sindacali per la  la cessione del ramo d’azienda dello stabilimento di Borgotaro dalla Kale a Laminam con il salvataggio degli 86 lavoratori ancora in forza. In una settimana furono firmati tutti gli accordi.  Una svolta inaspettata ma di una concretezza ed efficacia impressionante. Un colosso industriale serio decise che lo stabilimento in Borgo val di Taro doveva diventare la punta di diamante della società. Oggi rispettando i tempi del piano industriale si inaugura un gioiello di tecnologia che ci deve rendere orgogliosi assieme a tutti i lavoratori, all’amministrazione comunale, alla Provincia, alla Regione, ai parlamentari del territorio di Parma e Piacenza, per non aver mai mollato ed essere riusciti strenuamente a fare squadra e sistema per un obbiettivo che significa la sopravvivenza di un’intera vallata. Grazie a tutti, un grazie ai lavoratori che hanno deciso di cercare altre strade. E grazie a chi, attaccato visceralmente a questa valle, ci ha seguito durante tutta la crisi e che  oggi  purtroppo non è più qui a  festeggiare con tutti noi”.

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