Patrizia Maestri relatrice per la riforma dei voucher

patrizia maestri in aula“Far tornare i voucher un sistema di pagamento per i lavori veramente occasionali”. E’ questo l’obiettivo della proposta di legge di cui la parmigiana deputata del Partito democratico Patrizia Maestri è stata designata relatrice di maggioranza dalla Commissione Lavoro. “Non vogliamo demonizzare i buoni lavoro che, soprattutto in alcuni contesti, hanno consentito di contrastare il lavoro irregolare – spiega Maestri – ma la crescita esponenziale nel loro utilizzo ne evidenzia un impiego improprio da parte di alcune imprese, in particolare nei settori del turismo, del commercio e del lavoro domestico”.

Per capire quanto questo sistema di pagamento si sia diffuso basta guardare i dati. I voucher, introdotti nel 2003, negli ultimi anni hanno visto uno sviluppo significativo passando dai 23.813.978 buoni venduti nel 2012 ai 69.186.250 del 2014, nel solo 2015 ne sono stati venduti oltre 115 milioni, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014, pari al 67,5%. “Questi strumenti – sottolinea Maestri – si sono trasformati in un sistema per rischia di diffondere il lavoro precario, visto che i lavoratori che usufruiscono dei voucher non hanno alcun diritto né tutele minime: non si matura il trattamento di fine rapporto, non si maturano ferie, non si ha diritto alle indennità di malattia e di maternità né agli assegni familiari, non si matura il diritto di sussidio per la disoccupazione”.

Da tempo Maestri si occupa di questo tema: nelle scorse settimane aveva già presentato una risoluzione che anticipava i contenuti della proposta di legge ora all’esame della Commissione. “Gli obiettivi della legge sono chiari: circoscrivere la possibilità di utilizzo dei buoni lavoro alle sole attività veramente ‘occasionali’, aumentarne la tracciabilità di utilizzo e riducendo il limite massimo dei compensi annui percettibili tramite questo sistema di pagamento”.

Un Commento

  1. alberto ha detto:

    E’ giusto correggere gli abusi, se vi sono.
    E’ importante però anche tenere presente che in Germania questa forma è molto usata per consentire agli studenti ed ai giovani in generale di approcciarsi con facilità al modo del lavoro, cosa che da noi avviene poco.
    Meglio, poi, un lavoro precario regolare di uno irregolare…

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