XXV Aprile, contro i rigurgiti fascista, xenofobo, razzista, liberticida

A 71 anni dalla fine della guerra è ancora forte il bisogno di ricordare e commemorare la Resistenza al nazifascismo e la Liberazione del nostro Paese dalla guerra e dalla dittatura. Il XXV Aprile è un tassello fondamentale della nostra storia democratica e della storia del nostro popolo, nel ricordo di quelle donne e di quegli uomini che hanno combattuto per difendere e liberare le proprie famiglie, le fabbriche, le infrastrutture, le comunità di cui facevano parte. Le proprie radici e il proprio futuro; e per consegnarci un Paese più civile, più democratico, più libero.

E’ un’esigenza civile ricordare, quest’anno in particolare, la grande partecipazione alla Resistenza delle donne che con il loro coraggio e il loro sacrificio hanno costruito le condizioni per un’emancipazione politica fino ad allora negata. Nell’anniversario per i 70 anni dal primo voto alle donne voglio ricordare con sincera gratitudine coloro che, tante nel nostro territorio, hanno poi scelto di impegnarsi direttamente con coraggio, passione e dedizione nell’amministrazione pubblica, nella politica, nel sindacato, nel sociale. Lo stato di salute della Repubblica e della democrazia dipende dall’impegno politico, civile e sociale di ogni cittadino, ma soprattutto dei giovani.

Il XXV Aprile è soprattutto una festa per loro. E’ infatti nelle nuove generazioni che devono rimanere vivi i valori della Resistenza, contro ogni rigurgito fascista, xenofobo, razzista, liberticida.

on. Patrizia Maestri

Un Commento

  1. Zorro ha detto:

    La resistenza?
    La stiamo già facendo quotidianamente… non c’è bisogno di andare indietro di 70 anni…
    Qui basta che ti ricoverino all’ospedale che ti occupano casa… e la cosa strana è che non sono brutti fasci cattivi… ma … comunisti che aiutano stranieri!

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