Fondazioni fuori da Banca Monte Parma

banca monteLe Fondazioni abbandonano la Banca del Monte di Parma. Ieri la Fondazione di Piacenza e Vigevano e oggi la Fondazione Monte di Parma hanno deliberato la vendita delle quote residue nel capitale dell’istituto di credito entrato già da qualche anno sotto il controllo di Intesa Sanpaolo. Ciascuna dei due enti autonomi riceveranno da Unicredit 28,5 milioni di euro per il 20% del capitale della antichissima banca parmigiana (10% ciascuna). Con le mani completamente libere, Intesa potrà ora decidere di incrementare ulteriormente l’incorporazione di Banca Monte nel gruppo.

La Fondazione Monte Parma è stata assistita nell’operazione dallo studio legale Legance e dall’advisor finanziario Business Support spa di Milano. La delibera di vendita della quota residua fa seguito alla cessione del pacchetto di maggioranza avvenuta nel luglio 2011, quando fu la Banca d’Italia a costringere gli enti  locali a cedere la banca ad un istituto nazionale, per mettere fine ad una serie di operazioni finanziarie insostenibili e coprire buchi. Banca Monte esiste da oltre 500 anni e fino al 2011 è sempre stata al servizio di Parma. Dopo la cessione a Intesa, ci sono stati importanti tagli di personale e di contratto ai bancari rimasti.

L’alienazione della partecipazione è stata preventivamente autorizzata dal Mef, al quale è attribuita la funzione di Autorità di Vigilanza per le fondazioni di origine bancaria, che ne ha valutato la congruità delle condizioni economiche.

Per il presidente della Fondazione Monteparma Roberto Delsignore “si è trattato di una decisione ponderata e inevitabile, in quanto l’investimento nel capitale sociale di Banca Monte Parma è infruttifero dal 2009. A tale considerazione si aggiungono le previsioni di riassetto societario e organizzativo della Divisione Banca dei Territori, contenute nel Piano Industriale della controllante Intesa Sanpaolo, che – di fatto – determinano il superamento delle ragioni per le quali la Fondazione Monteparma aveva deciso di mantenere una partecipazione di minoranza in Banca Monte Parma. Conseguentemente la Fondazione, che è persona giuridica privata senza scopo di lucro, ha avvertito il dovere morale e statutario di dismettere la residua partecipazione nella società conferitaria, in modo da poter ulteriormente diversificare gli investimenti del proprio patrimonio e realizzare quei ritorni reddituali che le permettano di adempiere alle proprie finalità istituzionali.”.

Significativo, nei rapporti fra gli ormai ex azionisti locali e il gruppo Intesa Sanpaolo, che la Fondazione di Piacenza e Vigevano abbia scelto di investire per ora il ricavato dell’operazione in depositi Unicredit…

I Commenti sono chiusi.