Respinto definitivamente il progetto del parco eolico sul monte Santa Donna a Borgotaro

eolicoAddio ufficiale al progetto del parco eolico sul monte Santa Donna, fra Borgotaro ed Albareto, che la Ditta Eolica Parmense – controllata da un gruppo svizzero – inseguiva da due anni, attirandosi le ire di ambientalisti, comunità locali e amministrazioni dell’Appennino. La Provincia di Parma ha formalmente respinto la richiesta di autorizzazione a montare le pale sul crinale.

Il primo progetto del Parco eolico Borgo Val di Taro era stato avanzato nell’estate del 2011 e contava tre pale alte 154 metri, tre volte i campanili delle chiese dei paesi attorno. L’anno scorso il progetto è stato cambiato e le pale sono diventate nove, sempre della stessa dimensione, per una potenza totale di 30,33 MW.

Contro questo disegno si erano sollevate molte voci ed è nato un comitato di protesta. Il progetto ha raccolto ben 175 osservazioni, quasi tutte mirate a bloccare l’installazione degli aerogeneratori. Ma allo stop al paro eolico si è arrivati per un’altra ragione: su Santa Donna non c’è abbastanza vento.

Una legge regionale approvata poco meno di un anno fa vieta la costruzione di pale eoliche che non siano in grado di funzionare alla massima potenza per almeno 1.800 ore all’anno, l’equivalente di 75 giorni. La filosofia è un po’ questa: se proprio dobbiamo rovinare il paesaggio con le pale, almeno mettiamole dove rendono davvero. Ma su Santa Donna il vento non è sufficiente per garantire le 1.800 ore. Da qui la decisione della Provincia di Parma di negare l’autorizzazione.

Facile prevedere che gli svizzeri non si arrenderanno. Alla Provincia avevano già consegnato un parere legale che sostiene l’illegittimità della legge regionale. Ora hanno 60 giorni di tempo per appellarsi al Tar e poi convincere i giudici della validità di quel parere legale.

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