La nuova pasta Barilla senza glutine in vendita da settembre solo negli Usa

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Barilla_prodottiCome anticipato qualche mese fa, ecco finalmente sul mercato la nuova pasta Barilla per chi soffre di celiachia, una pasta buona come quella solita ma senza glutine. Anche se per adesso la multinazionale di Pedrignano la venderà solo sul mercato statunitense.

“Ci siamo impegnati a fare in modo che tutti possano godere di deliziosi piatti di pasta, sì, tutti – afferma Claudio Colzani, amministratore delegato del gruppo Barilla –. Abbiamo ritenuto che fosse importante investire nello sviluppo di una linea di pasta per il numero sempre crescente di persone che stanno adottando uno stile di vita senza glutine, assicurando quel gusto che gli amanti della pasta si aspettano da Barilla”.

Barilla comunica che la sua nuova pasta glutine viene prodotta in un apposito impianto in Italia. La ricetta prevede una combinazione di mais senza Ogm e riso. Sono disponibili quattro varietà: spaghetti, penne, fusilli e mezze maniche. Sarà venduta in scatole da 12 once per 2,39 dollari a partire da settembre 2013, prima solo in alcuni negozi specializzati, poi dal 2014 in tutti gli Usa.

In nord America la pasta senza glutine non interessa solo chi soffre di celiachia; c’è chi rifiuta il glutine per scelta. Proprio a questa ampia fetta di mercato si rivolge la nuova linea di pasta. “Senza Glutine è un’aggiunta strategica al portfolio della pasta Barilla e alla categoria di pasta in generale – dice sempre Colzani –. Molti consumatori stanno acquistando per scelta prodotti senza glutine per evitare la pasta tradizionale, perché non ne apprezzano il gusto, per i prezzi elevati o per la limitata disponibilità. Barilla lancia la nuova linea senza glutine per riportare anche a questi consumatori amore e fiducia verso la pasta”.

Negli Usa è celiaca una persona ogni 33. Nel Paese, il giro d’affari dei prodotti senza glutine ha superato i 2,6 miliardi di dollari nel 2010 e la Fondazione nazionale per la sensibilizzazione Celiachia degli Stati uniti stima una crescita fino a 5 miliardi entro il 2015.

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